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Strumentali coinvolgenti e orecchiabili si sposano con il termine ambient quasi perfettamente e in ben due connotazioni della parola. La prima prettamente musicale fa dei pezzi di Port Royal un esempio da dizionario, elettronica, piano e basso combinati e sovrapposti secondo schemi precisi e ripetizioni "calmanti" alternate a sezioni ritmiche di risveglio. Capita che ci sia il suono fuori posto, in senso buono. Nell'altra definizione ambient è la pura traduzione di ambiente, nello scorrere lineare della musica strumentale si inseriscono suoni del mondo, dello studio di registrazione, dell'ascolto. Tutti fatti, composti s'intenda, effetti sonori che danno la sensazione di toccare la musica come si tocca la cassetta quando la si mette nel registratore. Ecco, Flared Up immerge l'ascoltatore in un liquido amniotico dove ci ricordiamo di quando eravamo ragazzini e usavamo la bic per ribobinare i nastri che il mangianastri immancabilmente stracciava. E' un viaggio totalmente moderno nella organizzazione dei suoni e nell'elettronica di base, che però salta nel passato. La canzone Karola Bloch, anni '80 vibe, fa quasi paura, anni ottanta e non i trend sample o le melodie usate in questi anni, c'è la famigerata batteria a sfumare in eco, quella vera, quella che fa da intro al synth, quello vero. Insomma, canzoni classiche modernamente arrangiate molto bene, strati di musica e suoni sovrapposti con stile per abbracciare e affogare l’ascoltatore. Questo è il secondo lavoro del collettivo genovese, Flared Up è rivisitazione del debutto del 2006 Flared in limited edition (solo 1000 copie per tutta l’Europa). Uscito il 21 aprile per Resonant Recording, british. I remixer: F.S. Blumm, Ulrich Schnauss e altri noti della scena ambient ed elettronica. I Port Royal nascono al giro del millennio per mano di Attilio Buzzone ed Ettore Di Roberto, rispettivamente chitarra e piano più tastiere e programming. Ora sono in sei tra lo studio e i live: Michele Di Roberto alla batteria, Emilio Pozzolini (tastiere e sample), Giulio Corona al basso più il sesto membro Sieva Diamantakos nel dipartimento video. A Genova e per la città, camminando e vivendoci scrivono e suonano, a metà tra il mare e la montagna così come stanno a metà tra il vintage e il nuovo. Voto 9 e mezzo e curiosità killer di vedere questo gruppo live, visto che li si ascolta benissimo in camera o all’aperto, in treno dormicchiando o camminando per il centro, anche schiacciati in metropolitana. Manca solo dal vivo e forse si arriva al 110 con lode.
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