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Sembra proprio che il tempo si sia fermato alla fine degli anni Cinquanta per questi simpatici e chiassosi svedesi di Gothenburg, attivi dal 2003 sul circuito del rockabilly. La line-up della band si compone di Jorgen Westman, ex Psychotic Youth, alla chitarra e voce, da Peter Brylde, ex Hank Edwards, al basso, e da Gustaf, ex Partisans, alla batteria. Questo “3 Jacks High” è il seguito ideale di “Too Hot 2 Handle” e contiene ben quattordici brani di duro rock and roll che sembra voler attingere alle radici delle sonorità di Tijuana, la città della perversione e del peccato, patria del Male e della musica del Diavolo, situata giusto al confine fra Messico e Stati Uniti. Sul disco potrete ascoltare la riproposta di brani come “A Fine Tuned Love Machine”, di Jerry Lee Lewis, e di “Honey Bee”, che fu di Elvis Presley. Molto belle ed affascinanti anche le sonorità di “My Baby Driver Me Crazy”, di “Bad Bad Boy” e di “Duanes Blues”, mentre su un piano diverso, più sentimentale, se si può dire, si ritaglia un posto di primo ordine una canzone come “I Hope I’ll See You Soon”, che contiene un delizioso duetto vocale fra Jorgen and Marie e il contrappunto del sax ficcante di Torbjorn Stenson. I coretti sono tipicamente anni Sessanta, le chitarre invece sono molto hard rock, mentre la chiave ritmica è tutta improntata ad una sorta di nuovo twist, indiavolato e ribelle. Band come questi Buckshots ci fanno tornare al 1955, ai suoni dell’epoca dell’apertura dei Sun Studios, data di inizio della prima stagione del rock and roll, quella pura e incontaminata, che gettò vero scompiglio nell’America dei benpensanti!
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