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Ensi
Vendetta
2008
La Suite Records
di Michele Cavagna
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Primo disco solista - misteriosamente presentato come street album - per Ensi, MC torinese già parte dei One Mic (“Sotto la cintura”, 2005) e noto per le sue doti (e vittorie) di freestyler a livello nazionale. “Vendetta” lo vede impegnato per 75 minuti su strumentali di buon livello – solo a tratti un po’ troppo “americane” – in compagnia di numerosi ospiti al microfono. La questione della differenza tra la pratica del freestyle ed il lavoro di scrittura e realizzazione in studio è annosa: non sempre chi è il migliore nelle battles poi lo è anche su disco, questo si sa. Inoltre, quando un campione d’improvvisazione si cimenta sulla lunga distanza il quesito è quasi sempre lo stesso: “riuscirà a reggere un disco intero da solo?”. La risposta in questo caso è sì: Ensi ha personalità e carattere da vendere e le cose da dire non gli mancano di certo. Aspetti che Ensi si porta dietro dal suo passato “battagliero” sono la ben nota aggressività al microfono ed una notevole foga nel “far uscire” le proprie rime. Queste caratteristiche, quasi sempre fulminanti e vincenti nel freestyle, diventano più delicate nel contesto di un intero lavoro: in sostanza, se Ensi regge benissimo un disco, anche lungo, il discorso può essere diverso per un ascoltatore che si trova di fronte ad un’ora e un quarto di assalto verbale e pura grinta da pugile. Gli argomenti variano e le basi anche; il tono, l’intenzione e lo stile di Ensi al microfono, invece, sono ottimi ma sempre piuttosto arrembanti ed abbastanza uguali a loro stessi. Sarebbe auspicabile una più ampia gamma espressiva ed emotiva: al termine dell’ascolto la sensazione è di una certa pesantezza dovuta agli elementi appena citati – oltre alla lunghezza della tracklist – che non conferiscono a “Vendetta” nel suo insieme una grande facilità di riascolto. Ensi è giovane (classe ’85) e le basi per un’evoluzione ci sono tutte. Attenzione però anche al vizio di voler cambiare a tutti i costi lo stile di un rapper per questo o quell’appunto della critica: può darsi benissimo che questo sia lo stile definitivo dell’MC di Torino e non ci sarebbe niente di male; semplicemente esistono gusti diversi per palati diversi…basta conoscere i sapori prima per non storcere il naso poi. La scena italiana si sta diversificando, i rapper si stanno evolvendo e questo non può che essere positivo. Se lo slogan per la sicurezza stradale recita “viaggiate informati”, nel nostro caso possiamo tranquillamente virarlo in “ascoltate informati” e tutto torna. Poi ognuno ascolti quello che gli pare. Tra le strumentali migliori possiamo senz’altro segnalare quelle di “Messaggi” (Shocca), “Lei” (Rubo) e “Occhi” (FatFat Corfunk). Sorprendentemente efficace Raige nei ritornelli cantati. Un’ultima notazione: se consideriamo questo lavoro come uno street album diventano automaticamente meno gravi gli eventuali difetti di equilibrio e bilanciamento di cui sopra. Uno street album è un album ‘sui generis’ in cui un artista può lasciarsi andare ad esperimenti o esagerazioni che magari non sarebbero opportuni per un album ufficiale: questo vuole essere un arrivederci al vero e proprio primo album ufficiale di Enzino. A presto.
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05/06/2008 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
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