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Un tocco di anni ottanta non guasta mai e per nulla al mondo e non solo perchè di recente va tanto di moda (grazie Madonna!), ambient e lounge fanno bene alla salute e il jazz, bhè, il jazz è jazz. Tutte musiche da amare o odiare senza vie di mezzo. Questo Cd è fatto bene a prescindere. Stilisticamente, musicalmente e amicabilmente è la collaborazione di due amici, casuale e forse proprio per questo ben riuscita. Non solo, leggendo le risposte che i due musicisti mi hanno così gentilmente inviato via mail si capisce una cosa molto importante: lo studio, non quattro strumenti per suonare a caso ma ricerca e dedizione. I Double Zero sono una piccola e apprezzata rarità, mix di generi e stili diversi, una collaborazione che potrebbe essere definita la tempesta perfetta. Giampaolo Pasquile e Michele Garruti a quattro mani suonano piano e keyboards nel loro primo album Colors & Wine (2007, Play Music Production). Ma forse è meglio lasciar parlare i due musicisti. Alla domanda prima e più importante, “perchè questo tipo di musica? Non è mainstream, è fatta bene, evidente frutto di passione, scoperta per caso o ricercata?”, rispondono: “[…] Ci siamo detti: ‘perché non facciamo un CD lounge?’. Ben sapendo che nessuno di noi due aveva mai ascoltato e suonato questo genere di musica in vita sua. Effettivamente abbiamo pensato, o più che altro intuito, che approdare ad un genere (a noi) sconosciuto provenendo da esperienze totalmente diverse potesse produrre un risultato interessante e originale., un po’ come l’esperimento di uno scienziato pazzo. Per cui in sintesi è stata una scoperta fatta per caso e sviluppata con la ricerca.” Risposta magistrale, è un piacere ascoltare e leggere questi due musicisti, ispirati e contaminati, contaminazione subliminale chiamano le loro influenze musicali. Il “frutto spontaneo delle esperienze in altri generi diversi dall’ambient” e non è difficile da immaginare il miscuglio di idee con nomi come Pink Floyd assieme a Sting, Morricone e Prince. “E infine, inspiegabilmente in questa sede, Totò.” Dopo aver visto, anzi, ascoltato dischi interi rovinati per scelte di vocalist sbagliatissime e vista la particolarità dell’effetto creato dai Doule Zero mi chiedo e chiedo a loro quali elementi abbiano influito sulla scelta dei vocalist, nota delicatissima per questo genere. Come immaginavo la scelta è stata mirata e precisa, alla ricerca di “timbri vocali che sposassero appieno le sonorità dei brani, che andassero a completarne l’atmosfera. Insomma, la voce al servizio del brano e non viceversa”. Le collaborazioni includono artisti italiani e genuini rappers O.C., Eleonora Giancarli, Mike Botula e Brad Mormino da Chicago. Da grandi vorrebbero sfondare, due musicisti, due ragazzi che per la musica vanno pazzi… quelli erano forse altri due, i Double Zero sembrano determinati e sono pronti ad assumersi la responsabilità di una risposta secca: si, vogliamo diventare famosi. Ed ho come il presentimento che non vogliano sfondare per altro che la musica. E… il vostro colore preferito? La domanda è incompleta ma rispondono lo stesso, sul colore non si sono ancora messi d’accordo, arancione o verde, ma sul wine sono unanimi: il Cabernet dei colli Euganei!
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