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Il brit pop dei tempi moderni lancia nuove icone e nuovi idoli, nuove next big things, con la stessa velocità con la quale li dimentica, impegnata a cercare con le buone o con le cattive il nuovo miracolo, il nuovo prodigioso gruppo di rampolli. In questo marasma diviene sempre più difficile capire quando siano realmente trascurabili i secondi lavori di band come Maximo Park o gli stessi Arctic Monkeys o non siano invece vittime del perverso meccanismo che non necessita di un bis perché già l’esordio ha fatto spendere tutti i possibili espedienti di strategia commerciale, nonché i risparmi dei pochi fans che ancora comprano un cd di un gruppo non di punta. Con il loro nuovo disco Superabundance, la sorprendente band degli Young Knives fa seguito all’esordio Voices Of Animals And Men, pubblicato nel 2006 che, trascinato da singoli come Here Comes The Rumour Mill, She’s Attracted To, Weekends And Bleak Days (Hot Summer) e The Decision, arriva alla nomination per il Mercury Prize Award a luglio 2007. I giovani coltelli, che con questa seconda uscita hanno deciso di eliminare l’articolo The davanti alla loro ragione sociale, provengono dalla città di Ashby-de-la-Zouch, nel Leicestershire, Inghilterra: tre gli elementi che compongono la band, il cantante e chitarrista Henry Dartnall, suo fratello Thomas "House Of Lords" Dartnall, basso e voce, e Oliver Askew, impegnato alla batteria e alle seconde voci. L’arma migliore della band sembra essere un tiro agile e diretto, quasi tutti i brani di Superabundance suonano up-time con chitarre elettriche in evidenza e l’intreccio di voci tra i due fratelli Dartnall che tiene su costruzioni melodiche di ottimo impatto. Per spiegare gli Young knives forse potrebbe essere utile e sufficiente ascoltare e guardare il video del brano Turn Tail, galoppata dal gusto epico e tonico a bordo di una immaginaria nave che va affondando: “Queste sono le mie mani, questi sono muri di mattoni /Gli uomini possono buttare giù muri di mattoni”. Vera essenza pop, con un dettato ritmico-melodico che non ammette repliche. E ancora prima, l’intro con l’arpeggio sulle corde della chitarra elettrica che sposta gli accenti del tempo prima che entri la sezione ritmica. Ottimo, quasi perfetto. L’ingresso nella partitura di una vera e propria orchestra semina lungo il percorso accenni da muro del suono quasi alla Arcade Fire, trovando un tiro doppiamente efficace prima nell’inciso “Gira le vele e corri” ripetuto dalle due voci che si condensano, e poi nel prosieguo “Siamo tutti schiavi su questa nave / La nave sta affondando”. Lasciamo alla curiosità di chi legge andare a vedersi il divertente video che accompagna questo singolo. Il disco si muove su sonorità aggressive in molti altri capitoli: Fit 4 U, ottima apertura di tutto l’album con il giusto equilibrio tra saturazione e vuoti, un inciso senza freni “these worlds don’t fit for you” e un finale che richiama certe cose dei Clash, così come la trascinante Terra Firma, si muove tra canto e ritmica pulsante e su territori alla Kaiser Chiefs e dintorni. Ma indubbiamente la band rende al meglio quando trova l’equilibrio tra armonie pop cariche di ossigeno, e il giusto piede sull’acceleratore e sulle distorsioni, come in Up All Night, forse la più bella dopo Turn Tail, e condita dai sapientissimi commenti di chitarra elettriche nelle parti meno dense. E anche qui la ritmica in levare ci ricorda Joe Strummer & co. Almeno nella versione più pop. Sullo stesso filone, giusto con un cantato meno a fuoco si muove Counters, ancora ritmica in levare, ancora evidenti richiami a Franz Ferdinand e compagnia bella. A caratterizzare la scrittura degli Young Knives un ricorrente tocco di ironia e un uso molto curato di canti e controcanti. Visionaria e curiosa arrivano le mosche di Flies, mentre si muove al confine con lo spiritual una scarna Light The Fire. Meno brillanti sui registri sporchi come in I Can Hardly See Them, o in Rue The Days, in sfuocata sintonia con Oasis o addirittura Beatles, mentre ispirato e compatto arriva il quadretto rock pop di Dyed In The Wool, delizioso senza strafare fino a farsi addirittura sublime negli incisi finali. Da tenere d’occhio questi tre Young Knives, e al momento con questo Superabundance appaiono tra i più divertenti e divertiti dell’anno.
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