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Anche se sono ancora poco conosciuti dalla maggioranza del pubblico, gli emiliani Frontiera hanno già al loro attivo un album uscito nel 2004 e, cosa forse ancor più importante, ben due tour italiani al seguito di Vasco Rossi. Nel 2005, il Vasco nazionale li ha voluti con sé per il suo “Buoni o Cattivi Tour”, un tour in cui i sei ragazzi di Reggio Emilia hanno dimostrato capacità tecniche e grande feeling con il pubblico, tanto che, due anni dopo, il Blasco li ha richiamati in servizio, e questa volta come opening band ufficiale, per il mastodontico “Vasco Live 2007 Tour”. Con un biglietto da visita così prestigioso, i Frontiera non potevano certo permettersi di sottovalutare la prova del fuoco, quella con l’album della maturità, questo “Frontiera Live 2008”. E’ lì, in quelle quattro lettere magiche: “live”, che si concentrano l’essenza e la vocazione del gruppo: infatti la band, fedele alla buona tradizione rock che va da Ligabue ai Negrita, fino alle tante formazioni meno celebri (valide e perennemente sottovalutate) che compongono il variopinto scenario dell’underground italiano, sceglie inequivocabilmente l’energia dell’esibizione dal vivo, non una ma dieci, cento volte: una “gavetta” che può essere massacrante, anche frustrante, ma che crea un rapporto unico e speciale con il pubblico, una vicinanza che scompare dalla scena delle super-produzioni, dietro i muri umani di addetti stampa e portavoce. I Frontiera dal vivo coinvolgono, divertono, convincono: dimostrano sul campo le loro doti, grazie a una serie impressionante di esibizioni che li porta a lavorare con il gotha della musica (hanno già collaborato, tra l’altro, anche con Gaetano Morbioli, regista celeberrimo dei videoclip di tutti i più grandi artisti pop italiani, vedi Laura Pausini, Tiziano Ferro, Biagio Antonacci, solo per fare qualche nome...). La musica della band emiliana è un’entità multicolore e camaleontica, che sa spaziare agilmente dalle inquietudini esistenziali, alla Marlene Kuntz, della vibrante “Confusione e brividi”, all’ottimismo, alla schiettezza e alla positività che traspaiono da titoli come “Provaci ancora” e “Si fa quel che si può”. Un ottimo album pop-rock italiano, per chi all’estate chiede qualcosa di più di un ritornello da ballare in spiaggia, qualcosa che possa fare da colonna sonora a giornate luminose e libere, agli amori e alle amicizie di una vacanza, in una parola alla vita scanzonata che è prerogativa di questa stagione...
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