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Mr. Hellink
Grand Guignol
2008
Slowater
di Michele Cavagna
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Il Lato Oscuro Della Costa, in preda ad un forte attacco di panico e terrore, vomita fuori una nuova creatura deforme e malata. Dopo Delitto Perfetto - il progetto pluriennale di DJ Nada e Polly – viene alla luce Mr. Hellink (parente del ‘Dr. Hellno’ di El-P??) – DJ Nada questa volta in combutta con Tesuan, altro MC della crew ravennate. Laddove “Doublethinkers”, nel 2007, invitava ad abbandonare la dimensione del reale per raggiungerne un’altra più rarefatta ed onirica, “Grand Guignol” vuole esplicitamente servirsi di suggestioni macabre ed orrorifiche per esorcizzare i propri incubi e le proprie ossessioni. Certo “Grand Guignol” è un titolo impegnativo ed obbliga ad una certa estetica e ad una determinata atmosfera: le architetture gotico-elettroniche di Nada – un po’ Def Jux e molto Anticon – sono di buon livello e si disimpegnano in maniera efficace e discretamente disturbante... anche se forse ci si poteva aspettare qualcosa di più malefico e “purulento”. Tesuan fatica maggiormente a raggiungere l’obiettivo: sia liriche che intenzione lasciano la sensazione di un’occasione persa. L’impressione è che il concept – seppur solo estetico e “di forma” - avrebbe potuto essere sfruttato più a fondo e più efficacemente: a parte qualche sussulto le budella si contorcono poco ed in maniera un po’ fiacca ed adolescenziale. Paradossalmente le basi di Nada – presenti come strumentali nella seconda parte della tracklist – sembrano quasi più inquietanti e potenzialmente più “pericolose” senza il rappato di Tesuan... questo chiaramente non è un buon segno: i testi potevano (e dovevano) essere più allucinati, crudeli e deliranti; il flow più definitamente disturbante e chirurgicamente lacerante. Come già detto sembra un’occasione persa: invece che amplificare la connotazione astratta ed inquietante dei beat, le liriche sembrano un po’ ingabbiarla e definirla in maniera limitativa... la sensazione che si potesse fare di meglio è inevitabile. Tesuan, sia chiaro, rappa con tutti i crismi ed è tutt’altro che un incapace: i suoi testi però qui sembrano poco a fuoco e piuttosto innocui, sempre considerando quello che voleva essere l’obiettivo di questo disco; tutto sommato si tratta di una mezz’ora scarsa un po’ povera di suggestioni grandguignolesche. Spiace da matti dover muovere critiche al progetto di gente che si sbatte alla morte per questa musica ma è giusto farlo: la loro onestà intellettuale impone solamente ulteriore onestà intellettuale. Lavoro coraggioso e ben curato ma che tradisce un po’ le aspettative che il titolo stesso esplicitamente richiamava.
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23/07/2008 -
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