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Primal Scream
Beautiful Future
2008
B - Unique
di Benedetta Palombi
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Che l’estro creativo di Bobby Gillespie si fosse un po’ assopito era chiaro fin dai tempi del deludente "Riot City Blues" (2006). D’altra parte, dopo venticinque anni di onorata carriera è difficile inventare qualcosa di nuovo. Così “Beautiful Future”, nono album in studio della band scozzese, rimane confinato entro i limiti creativi dei Primal Scream, percorrendo sentieri già battuti. Dopo aver segnato una decade con album come “Screamadelica” (1991) e “XTRMNTR” (2000), Gillespie e compagni hanno paura di sperimentare ancora e questo album non è altro che il riepilogo di quanto fatto in precedenza. Da un punto di vista musicale “Beautiful Future” è un disco che cerca di tenere in equilibrio rock, soul, electro, synth, gospel e pop, restando fedele allo “stile Rolling Stones”. Il risultato non sempre è sorprendente: ci sono alcune buone canzoni, ma le altre sono monotone e pesanti. Alcuni brani sono stati registrati nello studio in cui gli Abba hanno inciso “Dancing Queen” e già questo ci lascia intuire che “Beautiful Future” è essenzialmente un album pop. Il brano d’apertura e title-track ne è la prova: il pianoforte, il suono delle campane, un’infusione di leggerezza: uno dei momenti meno rock di tutta la discografia dei Primal Scream. Gillespie non perde occasione per dimostrare le sue infinite abilità di arrangiatore, come nella ballata “Beautiful Summer”, anche se rimane fin troppo complicato trovare qualcosa per cui infervorarsi. Tranne alcune splendide eccezioni, ovvio. Prima fra tutte, il trascinante singolo “Can’t Go Back”, strutturato intorno ad un esplosivo assolo di chitarra con Gillespie che urla “Let’s go!” forsennato come un punk adolescente. In “Uptown”, un altro momento degno di nota, l’elettronica si fa predominante ma non mancano potenti chitarre, sonorità dub e melodia. Alcune partecipazioni interessanti rendono più vivace l’album. Josh Homme dei Queens Of The Stone Age domina con furiosi riff di chitarra “Necro Hex Blues”, la regina del folk Linda Thompson duetta con Gillespie nella cover non proprio riuscita di una canzone dei Fleetwood Mac, “Over & Over” e, infine, Lovefoxx, cantante dei Cansei de Ser Sexy che canta nella psichedelica e tenebrosa “I Love To Hurt (You Love To Be Hurt)”. Non convincono gli arrangiamenti di “Zombie Man” con l’inserimento di un coro gospel decisamente inopportuno. Se c’è una mossa azzeccata nel disco è la scelta di due produttori come Björn Yttling e Paul Epworth (già produttore dei Bloc Party). "Beautiful Future" è anche il primo album che esce con la nuova etichetta B-Unique, conosciuta per aver pubblicato recentemente l'ultimo lavoro dei Kaiser Chiefs.
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30/09/2008 -
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