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Foals
Antidotes
2008
Sub Pop
di Maria Cristina Montagnaro
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I Foals sono un gruppo inglese di Oxford, Inghilterra, il loro disco di esordio si intitola “Antidotes” pubblicato nel marzo 2008 e prodotto da Dave Sitek. Remixato a Londra, “come se" - dicono i Foals - "fosse registrato nel Grand Canyon” per i tanti echi e cori, l’album è composto da undici tracce di ritmo new indie, con la peculiarità di unire musica techno e reggae, con gli strumenti dal vivo. Sono stati definiti dalla rivista inglese NME “l’unica british band in grado di rivaleggiare con gli americani Battles”. Non è solo perchè i Foals sono cinque ragazzi di Oxford che sono stati definiti i nuovi Radiohead, il loro disco ricorda “The Bends”. Il gruppo è composto da Yannis Phillippakis voce e chitarra, al 45° posto nella Cool List del 2007 di NME, Jack Bevan alla batteria, Jimmy Smith alla chitarra, Edwin Congreave alla tastiera e Walter Gervers al basso. Il titolo dell’album sembra promettere una soluzione che purtroppo non arriva, le parole sono incentrate sulla volontà di evadere dalla società, isolandosi dal mondo. Appena si ascolta “Antidotes” è rumore nelle nostre orecchie per 25 secondi, subito dopo la batteria esplode intensamente in un ritmo tribale, prima di scivolare in sonorità punk-funk; è questa la caratteristica della canzone di apertura “French open”. “Cassius” e “Balloons” sono le canzoni più orecchiabili e migliori dell’album, scandite da un ritmo veloce dal quale si capisce lo stile dei Foals. I ragazzi di Oxford provano a fare qualcosa di diverso nel panorama musicale, anche se le loro canzoni sono più dance che rock. Le parole dell’album sono sinistre e oscure si scagliano contro il caos della vita moderna, contro la pressione dei mass media, che seda il cervello per non far pensare “queste vespe fanno il nido nel tuo cervello” è la strofa di “Red Socks Pugie” . Le canzoni come “Big Big Love” e “Like swimming” sono ancora più sperimentali e si nota l’influenza dei Talking Heads, di cui i Foals sono fan. L’album si chiude con la traccia “Tron” dove le parole del cantante avvertono: “Qualcosa non guarirà e la ricchezza non ti aiuterà”.
Ascoltando la musica dei Foals, nonostante le parole criptiche, viene voglia di andare a ballare in un club o ad un rock party. Il loro disco d’esordio è un buon disco, che promette una potenziale scalata verso il successo.
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20/10/2008 -
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