|
BENVENUTO SU EXTRA! MUSIC MAGAZINE - La prima rivista musicale on line, articoli, recensioni, programmazione, musicale, eventi, rock, jazz, musica live
|
|
|
|
|
|
Arca
On Ne Distinguait Plus Les Têtes
2007
Ici D’Ailleurs
di Benedetta Palombi
|
|
La musica elettronica è in perpetuo movimento. E questo movimento genera sempre delle nuove e sorprendenti scoperte. Una di queste è Arca, il progetto dei musicisti francesi Joan Cambon e Sylvain Chauveau. “On Ne Distinguait Plus Les Têtes” è il loro terzo album che esce a quattro anni di distanza dal precedente “Angles” con Ici d’Ailleurs, un’etichetta indipendente che stupisce per la diversità della sua produzione musicale e per i suoi artisti, tanto talentuosi quanto sconosciuti al grande pubblico. Ma non a chi ama la musica alternativa. L’improvvisa popolarità di Chaveau, uscito dall’ombra dopo la pubblicazione di "Down To The Bone", il suo album di cover omaggio ai Depeche Mode, ha contribuito a far emancipare “On Ne Distinguait Plus Les Têtes” dalla nicchia. L’album, magico e malinconico insieme, prende ispirazione dal cinema, dalla fotografia e dalla letteratura. Tutte forme d’arte capaci di comunicare emozioni, di toccare il cuore e parlare alla testa. Joan Cambon e Sylvain Chauveau riescono a disegnare paesaggi chimerici e nostalgici in cui la vista si annebbia e resta solo il piacere della musica. Le sonorità elettroniche si fondono con chitarre leggere e tenui linee di basso. Le melodie fragili accompagnano la voce dolce e intima del cantante attraverso le undici tracce di “On Ne Distinguait Plus Les Têtes”. E questa è la grande novità dell’album di Arca: tutti i brani sono cantati ad eccezione di due strumentali. Chauveau non è certo dotato di particolari qualità canore ma ha la capacità di pervadere le parole in inglese di un tono caldo e toccante. L’album si apre con la letargica “Unspeakable”e la sensazione di stordimento inizia a farsi sentire. “Laced By The Night” è un classico esempio di come i due riescano a creare un intreccio magico tra la musica e i testi, scritti quasi tutti da Félicia Atkinson, amica di Chauveau. In tutte le tracce dell’album, da “7, Will Scheidmann”alla bella “Sunday Negative”, dall’ovattata “Breakout” alla visionaria “Stonefall Inside”, è possibile scorgere ancora piccoli segni dell’origine post-rock di Arca, attenuata negli ultimi tempi con sonorità elettroniche e orchestrali. L’universo di Arca, con le sue atmosfere soffuse e notturne, è profondamente triste e poetico: il luogo ideale in cui trovare la calma e fuggire da una realtà troppo rumorosa.
|
|
14/11/2008 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|
|
|
|
|
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|