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Un incipit intenso e lanciato da un flauto alla Ian Anderson introduce “Abrib’s Circle”, primo brano di “E-Ray”, lavoro di Stefano Leonardi. Il jazz contenuto nei bits di questa opera è fluido e veloce e ha uno dei suoi perni ritmici nell’esperienza del virtuoso Paolo Ghetti, al basso. La seconda traccia “E-Ray”, titletrack, cresce dalla dissolvenza in input, evolvendo in qualcosa che ricorda un vecchio lavoro di Alice Coltrane. I riff della chitarra, cristallini e orientaleggianti, lasciano profondi e vasti spazi dentro i quali confluiscono gli assoli, maestosi solenni, del flauto e delle percussioni appena accennate. “Basin Street Man”, spensierata e disinvolta, è un brano dall’atmosfera deliziosa. Leonardi, meno di trent’anni, firma questo disco accompagnandosi a Marco Turella, alle chitarre. Il sound di questo lavoro, appare asciutto, delicato e molto intenso. Calibrato nella produzione, “E-Ray” si lascia ascoltare fino in fondo senza evocare lo spettro della prolissità. Uno degli highlights del disco è una bossanova intitolata “Gershwin Goes To Rio”, dove i saliscendi armonici, cesellati dalle disinvolte dita di Stefano, sembrano delicati voli pindarici. Per chi volesse essere cullato dalle suadenti note del magico flauto può trovare in “Tel Aviv” uno dei picchi assoluti del disco, malinconico nella sua triste melodia, il brano avvolge pienamente chi ascolta, infuocandone i sensi con ottimi assoli. La famosa bossanova “Batida Differente”, di Duvall Ferreira, trova la sua forza negli equilibri fra i vari e lineari interventi solisti. Chiude l’opera la straordinaria e celeberrima “Afro Blue”, introdotta dalla chirurgica e snella batteria di Carlo Canevali che apre varchi per l’indomabile flauto di Leonardi, in perenne sfida, all’ultimo solo, con la sei corde di un altrettanto ispirato Matteo Turella. Un ottimo lavoro.
Tracklist 01. Abrib’s Circle 02. E-Ray 03. Basin Street Este 04. The Jackal 05. Gershwin Goes To Rio 06. Tel Aviv 07. Batida Diferente 08. Afro Blue
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