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Sugar Blue
Cold Blue
2008
Beeble Records
di Giuseppe Celano
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L’ultima fatica discografica della star mondiale Sugar Blue si apre sulle note di “Kristalline” che vanta una ritmica funky sulla quale si stagliano le note della mitica armonica di Sugar. “Bluesman”, un cavallo di battaglia dei live, è un continuo saliscendi armonico estremamente veloce nell’esecuzione. James Whiting, il suo vero nome all’anagrafe, prova ad alzare il tiro, riuscendoci, sconfinando in territori non prettamente blues, cercando contaminazioni attraverso buone infiltrazioni jazz, “Walking Alone”. La fluida e potente chitarra di Rico Mcfarland garantisce dinamicità ad un disco che evita di cadere nei soliti clichés del classico, e trito, blues. Dentro “Cold Blue” ce n’è per tutti i gusti. Se qualche purista del blues avesse bisogno di una classica cavalcata potrà trovare rifugio in “Cold Blooded Man”, o nella lenta e acustica “Let It Go”, dove Sugar si produce in una valanga di note. L’apice arriva attraverso la melodia, blusey, di “NOLA”, intima e triste ballata dedicata al popolo di New Orleans piagato da “Kathrina”. L’armonica di James si trasforma, per un attimo, in una tromba riproducendo “Il Silenzio”, mentre in sottofondo l’eco di una tempesta accompagna parte del brano. In chiusura il sigillo è posto da “Shed No Tears” e “High You Can’t Buy” due rampe di lancio per la snella e inarrestabile armonica di Sugar, in piena ascensione verso voli pindarici, lambendo registri imprendibili per i comuni mortali. Definito come il Jimi Hendrix dell’armonica, Sugar Blue pone un'altra pietra angolare nell’evoluzione della tecnica a favore delle emozioni.
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26/11/2008 -
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