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The Nightwatchman (Tom Morello)
The Fabled City
2008
Epic
di Giancarlo De Chirico
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Secondo episodio dell’avventura di Tom Morello, il ben noto chitarrista degli Audioslave, nelle vesti di The Nightwatchman, lo pseudonimo con il quale mette in campo tutte le sue indubbie doti liriche e compositive e le scaglia contro i torti e le ingiustizie del sistema capitalistico Occidentale e, in particolare, contro l’America di George W. Bush. L’album si intitola “The Fabled City” ed è una riflessione amara su quello che doveva essere il “sogno americano” e che si è invece trasformato in un incubo per quanti ci hanno creduto. In un certo senso il disco è l’esatta prosecuzione del precedente “One Man Revolution”, la raccolta di protest songs di stampo dylaniano che ne aveva caratterizzato l’esordio in questa nuova dimensione solista. Di certo però la presenza di brani come “Whatever It Takes”, piacevolmente funky, e di “Gone Like Rain” più rock oriented, conferisce un sapore più elettrico all’intero album. Non mancano comunque le folk ballads acustiche tipiche della “Nightwatchman Dimension” di Tom Morello ed in tal senso sono molto esplicativi brani come “The Fabled City”, la title track, oppure “The Lights Are On In Spidertown”, un pezzo dalla coralità contagiosa, o ancora, gli arpeggi di chitarra quanto mai drammatici della bellissima “Midnight In The City Of Destruction”. Da sottolineare anche l’anima tipicamente country di “Saint Isabelle”, di “The Iron Wheel” e di “The King Of Hell”, un pezzo che ti entra subito in testa, grazie ad un refrain gustoso e martellante. Ma il brano veramente straordinario, la canzone trainante dell’intero album, è decisamente “Lazarus On Down”, una ballata stupenda, da brividi, che sembra tratta dal repertorio di Bruce Springsteen e che invece è scritta e cantata in collaborazione con l’esimio Serj Tankian, dei System Of A Down. Da ricordare infine due composizioni delicate, decisamente melodiche e molto intime, per sole chitarra e piano, intitolate rispettivamente “Night Falls“ e "Rise To Power”. In conclusione un album molto ben fatto, davvero pregnante sul piano delle liriche e con cinque pezzi di ottimo livello sul piano più squisitamente musicale. Da ascoltare.
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25/11/2008 -
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