|
BENVENUTO SU EXTRA! MUSIC MAGAZINE - La prima rivista musicale on line, articoli, recensioni, programmazione, musicale, eventi, rock, jazz, musica live
|
|
|
|
|
|
Son
Wasted Time
2008
Music Solutions/Universal
di Giancarlo De Chirico
|
|
Album d’esordio per Son , un giovane cantautore campano di soli ventuno anni, originario della provincia di Salerno, approdato da poco ma con grande successo sulla scena attuale dell’indie rock. Se ascoltate il disco senza essere preparati da biografia e da scheda informativa, avrete di certo l’impressione di trovarvi di fronte ad un nuovo nome del panorama pop rock targato U.S.A. Sì perché l’impostazione musicale data da Son alla sua musica (non a caso Son significa “figlio” in inglese) deriva proprio da un ripetuto ed appassionato ascolto di quelli che sono stati i dischi del periodo d’oro del rhythm & blues americano, dal Motown Sound ai giorni nostri, suoni musicali che sono stati proprio da lui pian piano assimilati, riveduti e proposti sotto forma di nuove canzoni. Brani come “I Got U” e “Fanki” recano tracce evidenti di questo percorso ed evidenziano la spiccata tendenza di Son per un funky blues di origine controllata, energetico e caldo. “Waste Your Time Again” è una rock ballad deliziosa , mentre “Are We Gonna Shake Today”, il primo singolo tratto dall’album, è un pezzo più elettrico ed avvolgente, morbidamente funky e dal refrain estremamente godibile. Echi di “Beatles sound” o se preferite degli Oasis, sono quanto mai evidenti invece su una canzone come “You Just Don’t Understand”. Nel corso dell’album Son abbassa volutamente i toni quando parla d’amore e brani come “Frances“, “Things” e “Wasted Time” sono delle straordinarie love songs, intime e armoniose al punto giusto, e in diretto contatto con quella che rimane pur sempre la tradizione melodica italiana. Un discorso a parte merita poi “Song Of Solitude”, il secondo singolo, un’altra soft-ballad di stile beatlesiano, molto morbida e triste, tipicamente novembrina, e dotata di un intenso sapore melodico . Su “Hey No Jack” il rock, il blues ed il funky procedono quasi a braccetto, è un po’ come se il modo di cantare in falsetto di Prince avesse incontrato per caso il Mick Jagger di “Satisfaction” per dare vita ad una nuova creatura musicale, non meno inebriante. Ci rendiamo conto di aver ascoltato un ottimo disco, capace di offrire good vibes a chi ascolta nel segno di vecchie radici musicali riproposte con nuova freschezza e tanta voglia di farsi sentire. Da seguire con attenzione.
|
|
03/12/2008 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|
|
|
|
|
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|