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Of Montreal
Skeletal Lamping
2008
Polyvinyl
di Mauro D'Alonzo
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Pur non essendo più dei bambinetti, per gli Of Montreal gli esami non finiscono mai. Sfornano dischi, al ritmo di uno all’anno, dal 1997, sono una delle band più celebrate dal vivo epperò non appena si diffonde la notizia di un’imminente uscita monta nei loro confronti un’attesa a dir poco spasmodica. Una reazione forse inevitabile, visto che da un talento effervescente come Kevin Barnes, voce e autore di tutte le liriche, ci si attende inevitabilmente qualcosa al di sopra della media. Poi è così sghembo, bizzarro il pop psichedelico dell’ensemble di Athens che si è sempre curiosi di constatare fino a che punto il suo timoniere si è fatto prendere la mano. Su “Skeletal Lamping”, tra l’altro, pesava l’eredità del predecessore, quell’”Hissing Fauna, Are You The Destroyer?” riuscito nell’impresa di mettere d’accordo davvero tutti.
Per fortuna le tante aspettative sono state adeguatamente ripagate. Le 15 nuove tracce ricalcano il solco segnato dai precedenti dischi: pop psichedelico, si diceva, intinto nell’elettronica e ricamato da preziosi intarsi orchestrali. Come se prima di inciderle l’autore abbia fatto un’abboffata di Beach Boys e new wave, con un occhio alla scena melodica degli anni ’80. Barnes ci mette del suo impastando il tutto con una vivacità ed una freschezza che lo collocano una spanna sopra le ambizioni di un bieco revivalista. Al suo inventario non manca nulla. Non c’è solo la perfezione armonica di “An Eluardian Instance” e “For Our Elegant Caste”: “Touched Something’s Hollow” è intrisa di nostalgie beatlesiane mentre “Gallery Piece” è un omaggio alla tradizione funk che farà strabuzzare gli occhi a Prince. Con una compattezza ed una concisione che rendono “Skeletal Lamping” un’opera praticamente priva di sbavature.
Perché gli Of Montreal hanno trovato la perfetta quadratura del cerchio. Se in passato i loro brani si sono attardati in qualche divagazione pleonastica, stavolta ogni tessera è inserita al posto giusto. L’ispirazione di Kevin Barnes è giunta alla definitiva maturazione. E la sua scrittura può essere considerata tra le più originali e brillanti del decennio.
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10/12/2008 -
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