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Monkey
Journey To The West
2008
XL Recordings
di Enrico De Turris
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Chiusa l’esperienza dei Blur; aperte e non ancora concluse quelle dei Gorillaz e dei The Good The Bad & The Queen, il singer inglese Damon Albarn pare essere un accanito sperimentatore come tanti altri (con possibilità economiche) ce ne sono stati nella musica. Il fascino delle sonorità “estreme” sia territorialmente che canonicamente è inesorabile e totalizzante e dopo essere stato coinvolto nel 2002 dentro il progetto Mali Music (con evidente riferimento alla musica nazionale) il nostro rampollo inglese viene folgorato sulla “via della seta”, proprio in coincidenza con le Olimpiadi, dalla musica cinese. Per produrre i ventidue brani dell’album, di cui alcuni (guarda caso) sono stati utilizzati durante i Giochi di Pechino, Damon Albarn si avvale di una vecchia storia cinese in cui una scimmia può assumere qualsiasi forma per superare tutti gli ostacoli della vita e così questo disco costruito insieme a Jamie Hewlett (co-fondatore dei Gorillaz) e a Chen Shi-Zheng celebre (in Cina) direttore di opere teatrali, ponendo come base la musica orientale prende, come la scimmia della storia, le più svariate forme ricordando spesso e volentieri la primissima musica lounge anni cinquanta di Dean Martin e Les Baxter ma senza eguagliarla... Oltre venti brani dalle durate imprevedibili che arrivano a mescolare le percussioni orientali con i moderni suoni elettronici. Un esperimento più economico che musicale... e speriamo che Albarn non venga mai infatuato dalla pizzica nostrana!
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24/12/2008 -
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