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The Von Bondies
Love, Hate And Then There’s You
2009
Shout Factory
di Degio De Giorgis
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A quattro anni dall'uscita di Pawn Shoppe Heart (2004, Sire Records) riecco tornare gli americani Von Bondies. Un lungo periodo di quiete per ricaricare le batterie dopo album poco incisivi, cambi di line-up e scazzottate: ormai leggendario nel 2002, il diverbio per divergenze diciamo musicali, tra Jack White leader dei White Stripes e produttore del loro primo album Lack Of Communication (2001, Sympathy For The Record Industry), e il cantante della band Jason Stollsteimer. Il chiarimento tra i due ha influenzato non di poco anche la scelta stilistica dei Von Bondies nei successivi album. Sono passati da un'aurea garage rock, accostati a nome come MC5, Stooges e definiti come nuovi White Stripes, a uno stile più da ciuffo lungo e rayban colorati. La produzione di Love, Hate And Then There’s You affidata a Butch Walker (Hot Hot Heat, The Donnas) e Rick Parker (Black Rebel Motorcycle Club) allontana del tutto i Von Bondies dall'etichetta garage. I suoni precisi e “puliti” avvicinano il quartetto a sonorità più simili alla new wave di questi ultimi anni; vedi Interpol e Bravery. Brani come This Is Our Perfect Crime, Shut Your Mouth sono un deciso esordio per i Von Bondies, che delineano un'ottima partenza. Il riff iniziale di Pale Bride, di quelli da infilarsi in testa e ronzarti all'infinito, è forse la perla di tutto il disco. Un calo improvviso di ritmo ed intensità lo si ha a metà disco, facendo perdere ai Von Bondies originalità e spirito. Brani come Chancer, Blame Game e I Don't Wanna accostano la band ad un pop-rock per niente particolare e lontano dall'incipit aggressivo dell'album. Una leggerezza da parte della band che penalizza la completa riuscita del prodotto. La scelta che dovrebbero fare i Von Bondies è quella di ricercare più in loro stessi la loro vena compositiva. I primi Von Bondies forse erano troppo sulla falsariga dei White Stripe e del Detroit Sound; la mano di White era troppo presente (anche sulla faccia di Jason). Gli ultimi invece sono lontani come genere, ma la componente stilistica è sempre nella stessa dose di prima. Il modo migliore per i Von Bondies di riprendersi un po' di personalità è di avventurarsi sulla strada nel mezzo, senza eccedere ne in una ne nell'altra via.
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11/02/2009 -
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