Completo! E’ l’unica parola che mi viene in mente per definire l’eccellente lavoro della giovane musicista dell’Oregon. Anche se dire musicista per Esperanza Spalding non è un eufemismo ma significa molto di più, perché compone i suoi pezzi, suona il contrabbasso e li canta. Forse è anche per questo motivo che il titolo del cd ”Esperanza” non è un caso ma un auto dedica per marcare il terreno in cui si muove, una presentazione da protagonista e un prodotto che travalica i confini del genere “jazz” dove è collocato per diritto di nascita. Esperanza nasce a Portland nel 1984 e a soli 5 anni entra come violinista nella Società della Musica da Camera dell’Oregon per portare a compimento i suoi studi al Berklee College dove a soli 20 anni diventa insegnante di contrabbasso, la più giovane di sempre della famosa scuola. Una cosa è certa, ha portato una ventata di novità nel panorama del jazz internazionale e dopo i famosi musicisti con cui ha collaborato: Stanley Clarke, Pat Metheny, Donald Harrison e Joe Lovano, della bella scoperta se ne stanno accorgendo tutti quelli che la vanno a sentire nelle esibizioni live. Per iniziare Esperanza torna indietro di tre decadi e sceglie un brano-dedica di Brant Fernando Rocha e Milton Nascimento ”Ponta de Areia” dove si esprime in portoghese con una naturalezza e scioltezza tale da sembrare la sua lingua madre, nei vocalizzi di ”I Know You Know” mi sembra di riconoscere il talento di una regina del soul come Eryka Bahdu, mentre in ”Fall In" è perfettamente a suo agio nel duettare con il pianoforte di Leo Genovese nell’ esprimere la sua visione dell’amore, un sogno dove si rimane perennemente sollevati da terra. Continua a giocare con la voce in versione freestyle e scats dando il meglio di sé nella strumentale ”I Adore You” per ritornare al portoghese con ”Cuerpo Y Alma” uno standard in cui è ben supportata dal piano di Leo Genovese e dai controtempi della batteria di Otis Brown. A questo punto comincia a sorgermi il dubbio se cominciare a considerare Esperanza un interprete più che una musicista pura, nel succedersi dei brani ”She Got To You” e ”Precious” passa in secondo piano il suo apporto con lo strumento, in questo caso il contrabbasso, e prende il sopravvento la sua voce che si fa protagonista. Sono subito smentito dal brano successivo ”Mela” dove si ritorna al jazz classico con il contributo del trombettista Ambrose Akinmusire e di Oracio Hernandez alla batteria, si scivola via sulla graziose note di ”Espera” e si arriva alla sintesi dell’intero lavoro dell’artista dell’Ohio con lo standard ”If That’s True” nella formazione completa con il contributo di Donald Harrison al sassofono ad impreziosire il tutto. Una malinconica e struggente ”Samba Em Preludio” voce e contrabbasso di Esperanza accompagnata dalla chitarra di Nino Rosele conclude il viaggio come si era partiti, con una splendida interpretazione in portoghese. La sintesi di questa ora e più di ottima musica è tutta nelle parole di ringraziamento a margine del booklet del cd: “Grazie a tutti quelli che hanno ascoltato e hanno permesso alla mia musica di entrare nelle loro orecchie e hanno condiviso con me parte del loro tempo”. Grazie a te Esperanza!
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