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Della serie: con quel po’ po’ di Curriculum Vitae che si ritrova, potrebbe proporci ciò che vuole, anche i canti delle mondine delle risaie della pianura padana, e noi lo staremmo comunque ad ascoltare. Sempre con attenzione. Perché chiaramente la crapa pelata sulla copertina è quella di Charles Thompson alias Black Francis alias Frank Black, motore e anima di una delle più grandi band di tutti i tempi e che oggi torna a sorpresa sul proscenio nelle vesti dei Grand Duchy, un duo per synth, drum machine, basso e chitarra in coppia con la moglie (!) Violet Clark. Niente album della reunion dei Pixies, dunque (di cui pure si era a lungo favoleggiato) ma un qualcosa di spiazzante e inedito come peraltro nel carattere e nella tradizione di Frank/Francis.
Nove brani in tutto, che volendo sintetizzare “suonano molto anni ‘80”, fatto assai peculiare se si pensa che i Pixies prima e il Frank Black solista poi, furono tra coloro che gli Eighties li mandarono definitivamente in pensione contribuendo in modo decisivo a formulare il sound e l’estetica (grunge/indie) – che caratterizzarono la decade successiva. Stupisce, in particolare, un brano come “Black Suit” che - a non conoscerne l’autore – si potrebbe credere opera di una di quelle band britanniche post-punk / gotiche alla The Mission, ma anche “Volcano” - in odore di B-52’s - mentre l’apertura del disco è affidata all’aggressiva “Come Over To My House” che ricorda tantissimo "Daft Punk Is Playing At My House” degli LCD Soundsystem.
A tratti “Petits Fours” dà l’idea di un divertissement che Mr. Pixie e signora si sono messi a incidere di soppiatto la mattina, dopo aver accompagnato i figli a scuola (“Forza Violet tira fuori il 4 tracce che oggi abbiamo tempo solo fino all’ora di pranzo, dopo ho promesso di aiutarli a fare i compiti...”) ma in realtà, poi, a pensarci bene, l’idea di Frank Black Francis (o come diavolo si fa chiamare oggi) affiancato da una voce femminile non è affatto una novità ma, al contrario, un piacevole tuffo nel passato, con Violet Clark nel ruolo che per un quinquennio appartenne a Kim Deal. Ascoltare, al proposito, “Break The Angels”, con quel giro iniziale di basso che fa tornare alla memoria e forse è anche una voluta citazione di “Gigantic” dei Pixies.
E poi comunque il genio compositivo del Nostro è sempre in agguato. Se una pop-song calibrata come “Lovesick” (il primo singolo) non è da tutti, la zampata da fuoriclasse si intitola “Fort Wayne” ed è una incantevole ballata evocativa dei grandi spazi del West – alla Grandaddy, ha detto qualcuno, ma forse definirla “alla Frank Black” è più esatto - dove il contrasto tra le voci di moglie e marito è particolarmente azzeccato. “Un moment si parfait” - come ad un certo punto sussurra dolcemente in francese Violet Clark - degno di essere accostato alla migliore produzione di Frank Black Francis e che non sfigura neanche a confronto degli imbattibili, indimenticabili Pixies.
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