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...And You Will Know Us By The Trail Of Dead
The Century Of Self
2009
Superball Music / Audioglobe
di Giuseppe Celano
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Ad ogni nuovo capitolo di ...And You Will Know Us By The Trail Of Dead potremmo urlare al miracolo, o quasi. Il nuovo lavoro di questa favolosa band si apre sulle maestose note di “Giant Causeaway”, intro seguita da “Far Pavillions”, pieno di elettricità post-punk e tastiere dal piglio prog. I Trail Of Dead continuano a segnare mete nel loro ruolino personale, fregandosene delle mode e delle strutture che ingabbiano le odierne produzioni. Si può affermare, senza paura di essere smentiti, che “The Century Of Self” segna un ulteriore passo in avanti nel loro songwriting. Lo spirito distillato dalla band è forte e personale. I suoni sono ricchi di riverberi e cambi ritmici nella stupenda e psichedelica “Isis Unveiled”. Gli arrangiamenti orchestrali in produzione amplificano la presa magnetica di questo combo che definire originale è puro eufemsismo, vedi “Halcyon Days”. Ogni canzone, mai termine fu più riduttivo, contiene al suo interno voli pindarici. I due batteristi garantiscono una sezione ritmica da brivido regalando libertà alle chitarre e alle linee vocali capaci di spaziare su territori imprevedibili. Da sempre fedeli a sé stessi, ma in continua evoluzione, i Trail Of Dead si producono in un parto proteiforme, dalle cangianti sonorità seventies, ma con gli occhi puntati sul futuro. “The Century Of Self” è un caleidoscopio di colori vividi, di intuizioni geniali fatte confluire in composizioni epiche, dagli arrangiamenti “pomposi”. Ma non è tutto. La band vanta una prova strumentale e vocale straordinaria. Kevin Allen è in uno stato di grazia assoluto. L’equilibrio delle canzoni, perennemente in bilico fra urgenza e poesia, fra scelte rabbiose e melodia, è davvero invidiabile. Quando si supera la metà, pensando che ormai il disco abbia dato tutto, ecco spuntare l’intima “Luna Park”, appuntata dall’ottima melodia, cesellata dal piano. Ma è con “Pictures Of An Only Child“ che si tocca una delle massime vette di questo viaggio, un brano dalla perfetta alchimia che dal vivo non avrà rivali. Chiude l’album “Insatiable Two”, sigillo perfetto per un finale melanconico. Un grande ritorno, atteso, sofferto e desiderato, da tutti noi.
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09/03/2009 -
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