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Ripper
The Dead Have Rizen
2009
Black Widow
di Giuseppe Celano
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I Ripper sono nati nel 1977 diventando un vero culto nel genere metal-horror. L’ultima prova era datata 1986, oggi dopo ben ventidue anni sono ancora protagonisti di questo viaggio attraverso gli spiriti, la magia e l’horror. Una spettrale intro introduce il sound della band che sembra non aver perso un’oncia del suo evocativo stile. Voce epica, rifferama sabbatiano e ritmica percussiva lanciano il primo vero brano, “The Grave”. Si apprezza l’apertura verso una melodia più appetibile, “66 Angel Eyez”, che continua a mantenere però un alone di mistero. Il loro è un metal compresso, ricco di buoni assoli, macabro, immagino che i Death SS dall’alto della loro potenza oscura avrebbero benedetto (maledetto?) un lavoro del genere.. La band vanta il chitarrista delle origini Rob Graves, capace di intarsiare riff pesanti come macigni, ossessivi, mentre l’organo sepolto nel missaggio conferisce un’aurea ieratica a tutta l’opera. Certo a lungo andare la ripetitività delle soluzioni scelte possono diventare fin troppo prevedibili, si corre il rischio che l’album perda lo smalto conquistato nella prima metà, “Love Me To Death”. Non mancano però gli episodi schiacciasassi, “The Tall Man”, cavalcata a perdifiato dove la chitarra esplode un ottimo assolo. Nel complesso una buona uscita con qualche miglioria da apportare nel songwriting.
Tracklist: 01. THE GRAVE 02. HEMICIDAL 03. DRILLER 04. 66 ANGEL EYEZ 05. U.S. TANK 06. LOVE ME TO DEATH 07. THE TALL MAN 08. GOD OF THUNDER 09. IN THE RAW 10. DARK DOMINION
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01/04/2009 -
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