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A distanza di tempo (ormai più di un mese) sarebbe sciocco stare ancora qui a parlare della partecipazione degli Afterhours a Sanremo. Al di là dei presunti tradimenti e dell’utilità di quella presenza, ciò che resta ora è la musica. Quella musica che la band di Manuel Agnelli ha raccolto in questo “Il paese è reale”.
Ovviamente, dato che sono loro a presentare, sono gli stessi Afterhours ad aprire le danze, e a ruota arrivano gli altri 18 artisti, più o meno noti, più o meno alternativi, più o meno esempi della scena musicale underground italiana. Sulla canzone che è stata quasi subito scartata a Sanremo, c’è da dire che nella versione in studio la voce di Agnelli è molto più intonata, e tutto il pezzo acquista un’armonia molto diversa. E “Il paese è reale” diventa quindi quello che forse non era ben chiaro sul palco dell’Ariston: una canzone potente e viscerale, dal testo criptico ed emozionante. Fammi far solo qualcosa che serva, cantano gli Afterhours, e il ricco lavoro di raccolta che è alla base del disco testimonia questa voglia, questa necessità: si cerca infatti di non lasciare nessuno fuori da questa parata. Ritroviamo vecchi guru come Cesare Basile e giovincelli semisconosciuti come i Disco Drive, passando per Marco Parente, Dente, Marta sui Tubi e Beatrice Antolini. Tanta tanta gente a suonare, in questo calderone musicale bello abbondante e in continua ebollizione. Il risultato generale? Inutile girarci intorno: il voto che questa compilation si merita è una sufficienza stentata. Sì, perché sebbene ci siano episodi molto interessanti (Paolo Benvegnù con l’intensa Io e il mio amore, Dente con la scanzonata Beato me, Cesare Basile con il blues de Le canzoni dei cani, Beatrice Antolini con l’originale Venetian Hautboy, gli Zu con le schitarrate violente di Maledetto sedicesimo o i Disco Drive con il tappeto sonoro di The Giant), altri episodi sono riusciti a metà (A Toys Orchestra con What You Said, Il Teatro degli Orrori con l’anonima Refusenik, Roberto Angelini che non va al di là del compitino con Tempo e pace) ed altri sanno un po’ di già sentito e mostrano evidenti limiti dopo alcuni ascolti – ma anche dopo uno solo (e qui rientrano sicuramente l’imbarazzante Gente di merda degli Zen Circus, ma anche le canzoni di Marco Iacampo, Reverendo e Mariposa).
Un plauso certo a quello che hanno fatto gli Afterhours, nel tentativo di ampliare la cerchia di fan di un certo sottobosco musicale italiano hanno messo su un disco che può rappresentare il primo passo per i neofiti del settore, una utile guida per chi intenda avvicinarsi al mondo della scena musicale indie e alternative italiana. Ma insomma, per voler tirare un po’ tutti dentro, forse non s’è badato moltissimo alla qualità. Alcuni tra i più giovani non hanno dato il meglio, o non hanno osato, lasciandosi quindi sopraffare dall’emozione e perdendo un’ottima occasione. Altri artisti invece, quelli più noti, pur concedendo ottime canzoni, hanno preferito evitare di abbandonare il sentiero già conosciuto. In questo sta la sufficienza stentata. In questo freno a mano perennemente tirato, in questa miscellanea che alla fine non ha tutti ingredienti di primissima qualità (qualcuno troppo acerbo?), in questo disco che meriterebbe 8 per il coraggio e la novità dell’iniziativa, ma che alla fine si becca un 5 per il risultato ottenuto. Sempre meglio di quello che il panorama musicale sanremese abbia offerto durante le sue serate, certo. Ma nemmeno totalmente rivoluzionario, necessario e brillante come in realtà ce lo saremmo aspettati.
Tracklist: 01 Afterhours - Il paese è reale 02 Paolo Benvegnù - Io e il mio amore 03 Marco Parente - Da un momento all’altro 04 Dente - Beato me 05 Cesare Basile - Le canzoni dei cani 06 A Toys Orchestra feat. Luca D’Alberto - What you said 07 Reverendo - California 08 Calibro 35 - L’uomo dagli occhi di ghiaccio 09 Il teatro degli orrori - Refusenik 10 Roberto Angelini - Tempo e pace 11 Beatrice Antolini - Venetian hautboy 12 Zu - Maledetto sedicesimo 13 Zen Circus - Gente di merda 14 Marco Iacampo - Che bella carovana 15 Mariposa - Le cose come stanno 16 Settlefish - Catastrophy liars 17 Disco Drive - The giant 18 Marta sui tubi - Mercoledi 19 Amerigo Verardi + Marco Ancona - Mano nella mano
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