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Peter Doherty
Grace/Wasteland
2009
Parlophone
di Maria Cristina Montagnaro
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"Grace/Wasteland" è il titolo del nuovo solo album di Peter (non più Pete) Doherty, prodotto da Stephen Street. Album che già dal titolo suggerisce alti propositi citando il poema di Thomas Elliot “Wasteland” ("Terra desolata") - e ravvisando anche un’eco di Jeff Buckley. Dodici tracce di corposità in cui ogni parola ha importanza e con un sound più jazz e vintage e meno rock, tutto il contrario di quello che i conoscitori più superficiali di Doherty si sarebbero aspettati.
E’ significativo che la prima canzone sia “Arcady”, dal ritmo folk, una dichiarazione di amore per la sua Inghilterra nell’accezione della vecchia Arcadia in cui “la vita scorre pura e semplice come una canzone pastorale, non ho mai visto un tale scenario tali belle fanciulle su un lontano prato” evocando una visione mitica e bucolica. "“Grace / Wasteland" è un'istantanea di un momento nel tempo” ha detto Peter Doherty. La chiave di svolta dell’album è rappresentata anche dal contributo del chitarrista dei Blur, Graham Coxon, contribuito evidente soprattutto in tracce come “1939”, “Salome” e “A Little Death Around Your Eyes”. “1939 Returning”, ballata folk rock che racconta lo spostamento di una giovane ragazza inglese da Londra alla campagna durante lo scoppio della seconda guerra mondiale; la seduttiva canzone blues “Salomè” sulla danzatrice che volle la testa di Giovanni Battista su un piatto d’argento e “A Little Death Around Your Eyes”: sono tutte e tre collegabili da un filo conduttore che ne fanno una trilogia. Ma la canzone meglio riuscita dell’album è “A Little Death Around Your Eyes” scritta insieme a Carl Barat dove il titolo allude alla petite mort.
Nell’album sono presenti alcuni degli amici di Doherty come Wolfman, con cui aveva già scritto il famoso singolo “For Lovers”, coautore della bella “Broken Love Song”; Dot Allison con cui canta “Sheepskin Tearaway” e i membri dei Babyshambles Drew McConnell e Adam Ficek che hanno contribuito a ricreare un'atmosfera di sapore vintage europeo. Il singolo dell’album è “Last Of The English Roses”, canzone che porta alla mente i giorni di scuola di Doherty. “Saltellando e ballando mano nella mano tutti i ragazzi e tutte le ragazze insieme, lei è l’ultima delle rose inglesi”, canzone orecchiabile che entra subito nella mente. Altro brano degno di nota è “Palace Of Bone” in cui si risente l’atmosfera noir di Nick Cave.
L’edizione speciale è arricchita da un dvd registrato negli Olimpic Studios di Londra che riprende Doherty mentre canta in versione acustica “Salomè”, “New Love Grows On Trees”, “Through The Looking Glass” e “Lady Don’t Fall Backwards”.
Un album onesto, di sentimento, ben scritto prodotto e arrangiato, che dà il benvenuto all’affascinante e carismatico poeta Peter Doherty.
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12/04/2009 -
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