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Un quartetto scozzese, armonica a bocca, piano dal sound fifties e voce sfottente aprono “Which Bitch?”, ultimo disco dei The View. Superato questo divertissement, “Typical Time 2”, si passa direttamente allo stile della band, “5 Rebeccas”. Ogni anno la stampa inglese ci propina queste uscite come qualcosa da avere assolutamente, facendo passare per cazzone, fuori dal tempo, chiunque li abbia mancati per qualche ragione. Vediamo di andare per ordine e dissezionare questo ennesimo fenomeno.
I The View non scoprono di certo l’acqua calda, non spiazzano né sorprendono per originalità. Dunque? Facile, siamo sempre nello stesso girone di Libertines, Oasis (il produttore è lo stesso della band dei fratelli Gallagher), della nuova, ennesima, promessa pompata dagli addetti ai lavori. Quello che c’è da dire è che dopo il primo, zoppicante, album, questo nuovo lavoro rischia qualche mano in più del dovuto, tirando fuori delle buone composizioni, inaspettati gli arrangiamenti di “Unexpected”, appunto. Veloci e divertenti i brani si lasciano ascoltare e filano via veloci, ”Glass Smash”. Non mancano le parti più strambe, “Doubloon”, e quelle acustiche come “Jimmy Crazy’s Conspiracy”, scritta per chitarra e piano.
In definitiva siamo di fronte a un disco che va oltre la sufficienza, ma di certo non scardinerà le porte come amava dire Walt Whitman. Non vedo la necessità di tutto questo trambusto intorno alla band, ma gli inglesi hanno l’occhio lungo si sa, forse sono io a sbagliare, oppure no? Il tempo ce lo dirà. Ne riparleremo se mai dovesse uscire un altro lavoro, augurandomi che per quel momento abbiano le idee a fuoco e qualcosa di più interessante da dire.
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