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Il progetto discografico che prende il titolo di “Dark Was The Night” nasce come disco doppio ed album triplo per iniziativa di Red Hot, l’organizzazione internazionale fondata nel 1989, che da molto tempo si occupa di raccogliere fondi per combattere l’AIDS, la malattia del secolo, e che proprio in questi giorni celebra il suo trentesimo anniversario.
Potrete ascoltare ben 31 brani selezionati ed offerti a titolo gratuito dai più grandi nomi della scena indie rock, e anche qualcuno del panorama pop, oggi in circolazione. In totale oltre due ore di musica straordinaria, in gran parte fatta di ballate delicate e struggenti, scarne ed essenziali, ma scritte con sensibilità ed intelligenza. E’ il caso di “You Are The Blood” di Sufjan Stevens, o della bellissima “Sleepless”, un vero capolavoro, merito di The Decemberists. Sempre sul primo cd potrete ascoltare “I Was young When I Left Home”, un vecchio brano country di Bob Dylan , reinterpretato da Antony Hegarty, questa volta senza i suoi Johnsons, ma in collaborazione con Bryce Dessner, o ancora la bravissima Feist, artista canadese, alle prese con quella “Train Song” scritta tanto tempo fa da Vasti Bunyan, cantante folk di grande talento, ma troppo presto dimenticata. Da segnalare inoltre gli Iron & Wine di “Stolen Houses”, i Kronos Quartet, che rivisitano proprio “Dark Was The Night”, il brano di Blind Willie Johnson che dà il titolo a l’intero progetto, Jose Gonzalez e i The Books, che ci offrono “Cello Song”, una cover del noto brano di Nick Drake, i My Brightest Diamond con “Feeling Good” e David Byrne con i Dirty Projectors, alle prese con “Knotty Pine”. Sul secondo disco invece, vi ricordiamo, su tutto, la bellissima “Happiness” di Riceboy Sleeps, e “Another Saturday”, un traditional firmato da Stuart Murdoch che ricorda molto la sensibilità artistica dei Belle & Sebastian. Ancora due cover, molto ben riuscite: quella di “The Giant Of Illinois” degli Handsome Family, eseguita dall’ottimo Andrew Bird, e quella di “Amazing Grace”, riletta da una splendida Cat Power con delle modalità fortemente “bluesate”. Vi segnalo in ordine sparso le canzoni de Yo La Tengo, dei New Pornographers, dei fantastici Beirut, una band emergente di cui sentirete molto parlare, degli Arcade Fire e di Conor Oberst dei Bright Eyes, qui in versione solo.
Insomma un disco che sarebbe da acquistare a scatola chiusa per l’importanza dell’iniziativa, ma che poi diventa un vero e proprio obbligo, se pensiamo al valore artistico di molte delle composizioni che avrete la fortuna di ascoltare.
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