|
BENVENUTO SU EXTRA! MUSIC MAGAZINE - La prima rivista musicale on line, articoli, recensioni, programmazione, musicale, eventi, rock, jazz, musica live
|
|
|
|
|
|
Grandmaster Flash
The Bridge - Concept Of A Culture
2009
Strut
di Alex Tessarolo
|
|
Il passato non è un argomento facile da trattare, tanto a livello storico che musicale. Può essere un enorme fardello impossibile da scansare dalle proprie spalle oppure una lezione da tenere bene a mente; una molla per affrontare il futuro o un’aspirapolvere che non smette di risucchiarti. Fatto sta che il passato non si dimentica, soprattutto quando è colmo di gloria come quello di Grandmaster Flash.
Joseph Saddler (in arte Flash) è stato ed è tuttora un mostro sacro dell’hip hop: fenomeno del mix e del cut up prima maniera, una sorta di Einstein del vinile che ha posto le basi per una scienza fondamentale per lo sviluppo della musica tout court; inventore e teorico di migliaia di tecniche ormai rinomate del dj-ing (dalla creazione della tecnologia per il preascolto alla ideazione della clock theory per indicare il punto esatto del vinile da suonare), leggenda indiscussa del Bronx e dei b-boys newyorkesi. Un passato da onorare. Un passato che non lo hai mai visto però grande protagonista sulla scena discografica, ma piuttosto icona dei block parties e totem del mixaggio live. La sua opera più fortunata è stata "Adventures Of Grandmaster Flash On The Wheels Of Steel", un appassionante e truculento mash-up pre-Mtv di quasi dieci minuti (non certo materiale da classifica).
Dopo vent’anni di assenza dalle scene, il Grande Maestro torna, inaspettatamente e inopinatamente. Pieno di buoni propositi di fratellanza predispone un Ponte fra culture (tutte appartenenti al filone hip-hop però) lungo ben 19 tracce, con poca ispirazione, nessuna traccia della rinomata classe e una clamorosa, quasi ingenua, monocorde piattezza (anche a livello commerciale). "The Bridge - Concept Of A Culture" punta all’unione pacifica delle più anime dell’hip hop (solo quello americano) e precisamente ambisce a ripristinare o sancire il definitivo armistizio in virtù delle comuni radici di West ed East Coast. Sono soprattutto gli ospiti a decretare la costruzione del ponte (Snoop Dogg, LA, e KRS-One, NY, su tutti) ma Grandmaster non riesce a renderne solide le basi, perdendosi in una sottomessa sfida al Timbaland sound e “Dre-izzandosi” qua e là. Il suono è molto tondo e sicuro, moderno ma in modo fastidiosamente regressivo; Flash sembra volersi aggiornare alle mode correnti, ma arresta il suo viaggio nel tempo agli anni ’90 (lo si vede anche dai featuring presenti) dimenticandosi l’evoluzione più recente dell’hip-hop e deludendo in quanto a spinta innovativa e spirito d’iniziativa. In tale confezione verrebbe da andare a caccia di qualche bel singolo fra le quasi venti tracce presenti, ma sono pochi gli episodi veramente riusciti e tutti mancano della freschezza necessaria per confrontarsi con i rampanti adolescenti del settore. L’atmosfera del disco è inoltre vagamente predicatoria, con toni da lezione della Red Bull Academy, senza spigolature o strafalcioni, liscia ma distante dall’uditorio. I messaggi sono tutti fin troppo edulcorati e positivi tanto da diventare un po’ ipocriti, come se Bob Marley fosse andato in giro all’interno di una limousine per le strade di Kingston.
E alla fine vien voglia di tornare indietro nel tempo.
|
|
24/04/2009 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|
|
|
|
|
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|