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“La musica di Claude Challe e di Ravin ci invita a sognare. Saremo trasportati in un universo magico, trascinati in un viaggio iniziatico ed eclettico, al di fuori del tempo e dello spazio, in un’atmosfera di grazia, dolcezza, serenità e amore”.
Le parole dell’abstract sono tratte dalla compilation Buddha Bar 2000. Da allora ne è passato di tempo. Sull’onda delle emozioni ispirate dai tramonti di Ibiza, dal Café del Mar, il progetto filosofico e musicale chiamato Buddha Bar è arrivato alla sua XI compilation “Travel Impressions”: stesso stile, stesso cofanetto, e l’immancabile immagine della statua del Buddha cui oramai siamo abituati. La novità semmai è un’altra: che, al tradizionale cofanetto costituito da un CD con tracce audio rilassanti e contemplative e da un CD con ritmi più incalzanti e danzabili, è stata sostituita in questo caso la formula del CD (“Inner Trip”), contenente brani di diversa natura, che spaziano dall’asian underground alla bossa nova ai ritmi di ispirazione cubana, con sonorità chill out, magrebine, nu jazz, deep house e persino nuevo tango, più un DVD (“Travel”), con brani musicali accompagnati da filmati, in stile “Bollywood”, girati principalmente in Asia, fra Vietnam, Giappone, India e Indonesia, il cui scopo è quello di rievocare suggestive atmosfere orientaleggianti, più un libro dal titolo “Travel Impressions” - che è poi il nome della compilation - che costituisce un vero e proprio diario di viaggio, espressione di un’avventura interiore e iniziatica, ricca di emozioni e incantesimi, trendy ed esotica ad un tempo.
Nulla di nuovo, in sostanza, ma per chi ama davvero l’universo Buddha Bar, la musica non risulterà mai noiosa, né ripetitiva, anzi sarà un’occasione per rinnovare ancora una volta l’incantesimo del viaggio al di là del tempo e dello spazio, tra esotismo e spiritualità. D’altronde, l’ambiente è quello giusto, sofisticato come sempre, appassionato, intenso, ricco di colori, di riferimenti a culture e tradizioni che vengono evocate nel pieno rispetto delle loro identità. Le musiche e i video, curati da Frederic Spillmann e Daniel Masson, confermano tra l’altro quello che già sapevamo a proposito del progetto Buddha Bar, principalmente un progetto sonoro, capofila del “Lounge Style”, che a partire dagli anni 2000 ha amalgamato con grande maestria generi e culture, in chiave elettronica e down tempo, dando vita a un nuovo fenomeno culturale, nuovi luoghi di incontro, nuove forme di “socializzazione”, in raffinati locali cosmopoliti, club di tendenza, con luci soffuse e aperitivi, degustazioni, candele, incensi e decori dal vago sapore buddista.
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