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Dopo il, purtroppo inosservato, esordio The Ones We Never Know del 2004, la divina Holly Williams giunge qui al suo secondo lavoro.
Sono passati ben cinque anni da pezzi come Sometimes, anni che sicuramente tra alti e bassi hanno comunque ispirato questa giovane cantante americana di soli ventotto anni, che ritroviamo qui più consapevole e matura nel condividerli. Uno per tutti Without Jesus With Me, che ve lo anticipiamo come uno dei pezzi più belli del disco, ispirato e che narra di un incidente avuto con la sorella nel 2006, dal quale fortunatamente entrambe uscirono illese. Nonostante la sua bravura è ancora poco conosciuta in Italia. Influenzata dal padre, il famoso musicista country Hank Williams (Jr., ndr!), si avvicina alla musica sin da giovanissima, a solo 17 anni impugna la chitarra e comincia a suonare e a cantare, ma la sua attitudine nello scrivere già la si notava in una specie di diario segreto che custodiva, dove scriveva quello che potete sentire e leggere in questo vero e proprio tuffo in quello che la musica folk riesce a trasmettere. Un inizio tipico con He’s Made A Fool Out Of You, pianoforte e violini all’apertura e una chitarra continuativa vi farà sin da subito chiudere gli occhi e trasportarvi dalla magia delle sue sonorità dolci e rilassanti. A seguire subito Mama, il primo dei pezzi che sin dal titolo appaiono, e in effetti sono, più introspettivi della track list e che sfiora un tema per niente scontato: come spiega la stessa Williams, è una canzone dedicata alla mamma, un suo personalissimo “grazie”. Sottolinea i momenti di fragilità di questa donna e della sua forza nel nasconderli agli occhi delle due figlie, in qualche modo quindi a una sorta di protezione e forza materna. Fa esplicitamente riferimento all’infanzia della cantante, alle incomprensioni che vi erano tra i genitori, al rispetto reciproco e alla riflessione tra le righe, di come oggi molto spesso i figli possono soffrire e assorbire quello che li circonda e come possono negli anni portarsi dietro e subirne le influenze. Canzone che in un certo senso si lega a Let Her Go: più cavalcante e incisiva nelle sonorità, fa entrare in scena la chitarra elettrica e i retro cori e, parlando della forza e il coraggio di lasciare andare e di scegliere a chi si vuol bene, può sembrare autobiografica. Tutte tracce meritevoli di essere citate, anche Three Days In Bed, un monologo di Holly con solo la sua chitarra, alla quale segue la parte centrale del disco, un immersione di romanticismo con la bellissima Alone: voce più sospirata che nel ritornello esplora il falsetto, con un sound dolcemente in crescendo vi riporterà più alle atmosfere dell’opening track Without Jesus With Me, col suo pianoforte in primo piano viene già celebrata da un bellissimo video, rigorosamente in bianco e nero facilmente trovabile on line, e A Love That Will Last, un duetto con Chris Janson (che collabora alla scrittura) che più country non si può, e a detta di Holly stessa, con la sua freschezza è una della sue preferite da cantare live. Regina della volata finale è la stupenda Gone With The Morning Sun: di come basta chiudere semplicemente gli occhi per rincontrare o raggiungere una persona ed essere al suo fianco e della delusione nel risvegliarsi e scoprire che era solo in sogno, da qui il titolo “sei andato via con il sole del mattino”. In conclusione una cover di Neil Young, Birds, impreziosisce un disco che consigliamo interamente, dalla prima traccia all’ultima!
Here With Me: suggestivo, elegante, trasportante, rilassante sia nella musica che nei bellissimi testi. Provate ad ascoltarlo in auto, in un pomeriggio d’estate fra il venticello e il tramonto all’orizzonte e ne verrete immediatamente conquistati!
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