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Ennesima ristampa di un disco tutt’altro che introvabile, “giustificata” dall’aggiunta di 16 brani extra rispetto alla versione uscita originariamente nell’agosto 1994, pubblicata dalla K Records di Calvin Johnson, cantante e chitarrista dei Beat Happening.
L’opera rappresentava una rivisitazione delle sonorità legate alla tradizione del folk, del country e del blues (a metà strada tra la rilettura personale e l’omaggio filologico) che probabilmente spiazzò chi conosceva Beck Hansen per le azzardate e originali ibridazioni dell’album Mellow Gold (immesso sul mercato qualche mese prima). Per certi versi, One Foot In The Grave, non molto di più di un divertissement estemporaneo, anticipò di quattro anni il più maturo Mutations, disco incentrato soprattutto sul connubio voce/chitarra acustica e fortunatamente privo dei riempitivi che caratterizzavano, penalizzandolo, il “predecessore”. Oggi come ieri, i pezzi più convincenti rimangono Asshole, mirabile esempio di artigianale sintesi pop, con i suoi tre accordi e una melodia che si fissa nella memoria all’istante; I’ve Seen The Land Beyond, che potrebbe essere una cover di Woody Guthrie; He’s A Mighty Good Leader, ossequiosa reinterpretazione di un brano di Skip James; I Get Lonesome, scheletrico e arricchito dal vocione di Calvin Johnson. Tra toni scanzonati e momenti più malinconici, ricordiamo anche il fingerpicking di Hollow Log, e Burnt Orange Peel, rumoroso brano elettrico che ricorda i Sebadoh periodo Sebadoh III. Inascoltabile Ziplock Bag e, aprendo una parentesi sulle unreleased tracks, irritanti Piss On The Floor e Close To God e superflua Black Lake Morning (strumentale). Non male One Foot In The Grave, che sembra un blues rurale di altri tempi, e incantevole, nella sua semplicità, la mesta It’s All In Your Mind.
Il booklet contiene i testi delle canzoni, ma non c’è traccia di liner notes, apparato che ci si aspetterebbe in occasioni del genere, e dei 16 pezzi “bonus” se ne salvano pochi. Il disco di Beck merita sicuramente l’ascolto, ma se si possiede la versione del 1994, inutile spenderci altri soldi.
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