|
Secondo tentativo musicale della giovane attrice, dopo il debutto con l’album cover delle canzoni di Tom Waits, “Anywhere I Lay My Head”. Questa volta collabora con Pete Yorn ed è un altro piccolo successo: nonostante la critica continui, come dire, a criticare gli sforzi della Johansson, per chi ha buon orecchio e buona memoria è innegabile che l’attrice abbia un gusto ed una tonalità vocale di tutt’altro che scarso livello. Certo, non si tratta di canzoni sempre bellissime, o di hit da buttare sul mercato alla ricerca di facili guadagni. Scarlett si dedica alla musica con una passione che non ha nulla a che vedere con l’altro suo lavoro, ama cantare ed è evidente. Ama la musica che ricorda il passato, che ricorda la Louisiana e le grandi praterie, i bar dei paesini di provincia, che ricorda quello che possiamo immaginare siano stati gli inizi di Johnny Cash: le piccole sale di registrazione, i concerti nei teatri di provincia, fare musica sotto il portico di una casa in legno, magari sul dondolo mentre il cane riposa sui gradini. Come Anywhere I Lay My Head, è presumibile che nemmeno Break Up scali classifiche in tutto il mondo, ma pochi altri album (e artisti) fanno in modo di creare sensazioni forti e semplici allo stesso tempo, creando canzoni che si possono canticchiare e suonare con una vecchia chitarra. Scarlett è una cantante per chi ama il rock folk, la tradizione e la musica semplice ed evocativa. Per un ulteriore punto di storia della musica: il progetto della collaborazione si inspira agli album di Serge Gainsbourg e Brigitte Bardot (1967-68). Non so ai critici, ma come rappresentante di chi adora la musica e le emozioni che sa dare, il puro piacere di ascoltare così come il piacere di sapere che dietro ci sono idee e passione, “Break Up” è un album molto ben costruito, concepito e realizzato, ma soprattutto è bello, punto. La voce calda e dolce di entrambi i cantanti scalda il cuore, la musica semplice e tradizionale porta l’immaginazione via, via dal caos e dalla modernità, in un posto più bello, più felice. È rinfrescante la totale mancanza di ricerca della popolarità. Il Cd è stato realizzato nel 2006, ben tre anni fa, uscito oggi nel 2009 e lontano anni luce da qualsiasi influenza commerciale. Brano preferito in assoluto: ”Relator”, il primo singolo.
|