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Un insolito ingresso di basso, dal sapore shellachiano, seguito dalla batteria e infine dalle chitarre, formano “A Roof In A Spring”, opener di “Manta” album dei Leg Leg. È musica matematica quella suonata dai L.L., fatta di intrecci complessi, fra gli strumenti, che si inseguono senza respiro, avvinghiandosi alle melodie contorte. La ritmica è sincopata, spezzettata in più punti, ma integra nel suo incedere progressivo, “Ibis”. Si, i riferimenti sono sempre quelli fondamentali: Battles e Don Caballero, padri di questo genere che per alcuni può risultare un mero esercizio tecnico, per altri un divino incrocio fra libere menti musicali, irrobustite da strutture matematiche. “A Bunch Of Butterflies Flying Around A Stone”, distorta, avanza prepotente, si stoppa e riparte micidiale, infine muta pelle diventando un incubo dal rifferama ossessivo, risultando cosi un perfetto snodo fra le due band sopracitate. Alle chitarre Mattia Coletti, già collaboratore di Xabier Iriondo e Fabio Magistrali, cesella arpeggi precisi, aumenta l’andatura, in progressione, con una scrittura agile e nervosa, amplificando la tensione emotiva dell’ascoltatore, “costretto” a subire un continuo flusso di note da seguire attentamente, “Manta”. Questa è la visione della musica da parte del trio, strumentale, capace di mietere vittime con sei cartucce esplosive, “Telephone Rings From the End Of Summer”. La curiosità di vedere le loro qualità, e gli arrangiamenti,dal vivo è veramente tanta.
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