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Viene dalle zone montuose austriache, nella vita reale si chiama Anja Plaschg, ha appena venti anni ed è già considerata l’erede di Nico, l’indimenticata chanteuse dei Velvet Underground di Lou Reed, John Cale ed Andy Warhol. Qualche tempo fa ha partecipato come vocalist alla versione in musical di “Cime Tempestose”, mentre l’estate scorsa è stata invitata personalmente da John Cale al concerto tributo che si è svolto a Ferrara, proprio in onore di Nico, la femme fatale del rock underground.
Lei, in arte, si fa chiamare Soap & Skin, e possiede una voce da brividi, malgrado la giovane età. Il legame con Nico esiste, si trova nell’anima crepuscolare di Anja, si coglie nelle sofferenze che racconta, nei tormenti di cui canta su questo splendido album dal titolo un po’ funereo di “Lovetune For Vacuum”. Certo, in alcune composizioni, come “Thanatos” e “Marche Funebre” il paragone con Nico è davvero impressionante , ma non siamo in presenza di un plagio. Tutt’altro. La somiglianza è negli arrangiamenti musicali, non solo nella tonalità lontana e possente della voce, in quegli archi che si sovrappongono stridenti alla base elettronica dei brani, o si alternano a partiture per piano e voce. A volte le canzoni sono così belle che mettono paura, che fanno venire i brividi. Ci riferiamo a “Cry Wolf”, a “Estinguish Me”, a “Sleep”, degli autentici capolavori epici e, al tempo stesso minimali. E’ musica che denota echi lontani, classicheggianti, sinfonici, che nuota nello sperimentalismo più puro, che offre del mondo una prospettiva glaciale, anche se tremendamente vera, purtroppo. L’album è stato registrato nella fattoria di maiali che i genitori di Anja possiedono nel villaggio di Gnas, ai confini fra Austria e Ungheria. Siamo in presenza di un album nero, infarcito di dolore, dove l’elettronica talvolta pervade ogni cosa (è il caso di “Ddmmyyyy”) , ma è poi l’austera vocalità di Anja che torna a primeggiare sull’album.
E’ un disco che incontrerà anche i favori degli amanti del gothic rock e del popolo dark, ma le cui radici sono diverse. Un po’ Nico, un po’ Bjork, comunque una grande giovane artista che ha saputo trasformare i suoi turbamenti, le sue paure, in forma di arte sopraffina.
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