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All’inizio degli anni Novanta, in piena Nirvanamania, i “rock snob” faticavano ad accettare il successo di Cobain e compagni, riscosso dopo l’uscita di Nevermind (1991), secondo Lp inciso dalla band. “Un disco carino”, dicevano, “ma "Bleach" era tutta un’altra cosa”. Verissimo. L’esordio a 33 giri dei Nirvana era molto diverso dal successore. Nel senso però di “meno riuscito”. Lontano dalla perfezione pop dell’opera che li rese (purtroppo) star internazionali, con tutto ciò che ne sarebbe conseguito.
Ristampato e remasterizzato per il ventennale della pubblicazione, "Bleach" suona ancora oggi ispiratissimo in alcuni momenti, ma penalizzato da alcuni episodi interlocutori che si appiattiscono nella loro compattezza deflagrante (menzione speciale però per le performance della sezione ritmica, e soprattutto per quelle dei batteristi: Dale Crover dei Melvins, ospite in tre brani, e Chad Channing, membro ufficiale del complesso). In brani cupi e claustrofobici come "Blew", "Floyd The Barber", "School" e "Negative Creep" sorprende l’abilità del trio nel piazzare scorci melodici o ritornelli memorabili dove meno ce li aspetteremmo. "About A Girl" è un gioellino di orecchiabilità garage che quasi stride con le atmosfere pesanti e opprimenti che segnano l’album. "Paper Cuts" rivisita i Black Sabbath mentre Cobain collauda uno stile vocale in cui passa da tonalità tranquille a grida da invasato. "Love Buzz", cover di un pezzo degli Shocking Blue datato 1969 (lato A del 7” di esordio dei Nirvana, originariamente non inserita nella tracklist dell’Lp), è “contagiosa” col suo riff ipnotico. Tra le canzoni meno felici, "Sifting", con incedere alla Dead Kennedys (?!?), e "Big Cheese", che sembra strizzare l’occhio ai Bauhaus di "Double Dare". Il Cd è arricchito dalla registrazione di un’intensa performance dal vivo al Pine Street Theatre di Portland, Oregon, risalente al 9 febbraio 1990, in cui spiccano "Dive", "Sappy", "Spank Thru" (magnifica sintesi dell’arte compositiva di Cobain; non sfigurerebbe in una compilation sulla falsariga di Nuggets) e la cover irrobustita di "Molly’s Lips" dei Vaselines. Bello il libretto zeppo di foto, ma peccato per l’assenza di liner notes. Ristampa preziosa.
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