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Duran Duran
Rio (Collectors Edition 2009)
1982
EMI
di Marco Di Milia
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Caliamo subito la maschera: questo disco rappresenta per chi scrive un vero e proprio pentolone d’oro ai piedi dell’arcobaleno, scoperto consciamente con colpevole ritardo per questioni più o meno anagrafiche, ma comunque parte integrante del DNA di chi ricorda i gettoni del telefono, Deejay Television e le sorprese delle merendine.
Pubblicato nel 1982, il secondo album dei Duran Duran è la perfetta rappresentazione di un’epoca. Nove brani raffinatamente in bilico tra rock e synth, tutti splendidamente pop, confezionati in una ambiziosa cover rosa ad opera dell’artista Patrick Nagel, su cui spicca l’enigmatico sorriso di una Gioconda orientale. In 37 minuti la band riesce nell’impresa di dare piena luce al suo scintillante stato di grazia, che proprio con Rio raggiunge uno dei suoi vertici espressivi. Ogni singola canzone contenuta nell’album è un fondamentale tassello del mosaico new wave/romantic, iniziato proprio negli anni 80. Dalla title track, solare e dilagante, a Save A Prayer, quintessenza del suono targato DD e gioiello di sconfinato successo, passando per episodi epici quali The Chauffeur, tormentata e sognante, e Hungry Like The Wolf, prepotente hit da classifica. (Ri)ascoltarlo oggi è come compiere un viaggio nel tempo - senza necessariamente raggiungere le 88 miglia orarie. E’ un tuffo senza pari nei luccicanti anni ’80. A dare la spinta verso questo carpiato all’indietro è la nuova edizione di Rio, fresca di ristampa drammaticamente espansa. Questa ricca “extended edition” mette in fila 26 canzoni su 2 cd – l’album originale più la sua b-side Like An Angel e 5 versioni demo, oltre che ad un cospicuo numero di remix stampati su cd per la prima volta, nonché altri 2 extra remix come bonus per chi sceglie il digital download. Il tutto corredato dall’immancabile lussureggiante serie di foto e note inedite... Una edizione simile farà senza dubbio la gioia dei fan più devoti, utilizzando l’esca di contenuti speciali neanche troppo speciali, in fin dei conti. Certo, può sicuramente far incuriosire chi l’album l’ha consumato sul proprio giradischi perché le emozioni supplementari non mancano: le demo sono molto interessanti per capire da quali nuclei hanno preso forma le canzoni più famose, ma la raccolta di tutti i differenti mix è più per feticisti che attrattiva per nuove leve di estimatori. No?
Da segnalare la presenza di tutte – ma proprio tutte - le celebri night versions, ovvero le lunghe versioni remix realizzate per ballare nei club di tutto il mondo. Perché i Duran Duran erano fenomeno di costume, e se tutto va bene un giorno mia cugina sposerà Simon Le Bon. Ma anche John Taylor sarebbe un buon partito.
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25/11/2009 -
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