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Terzo studio album dopo l’omonimo del 2002 e A Beautiful Lie del 2005: gli piace farsi aspettare. E le aspettative? Primo singolo, Kings And Queens, con videofilm a seguito sembrano abbastanza trascinanti, tutto incluso: grida melodiche, cori, batteria, voce suadente, energia: ma cos’ha di diverso dai lavori precedenti?
Tante domande, qualche risposta. Okay, Leto ha una bellissima voce e secchiate di energia, il fratello alla batteria spacca, qua e là testi un po’ diversi dal solito (più là che qui comunque), peccato che This Is War sia solo un poco diverso dagli altri e dal solito. Forse meno “emo”, anche se cinque anni fa il gruppo non si dava affatto per emo, ma si sa, il pubblico. Per carità, il sound è ottimo, manca la differenziazione e, forse, con i suoi quasi quarant’anni Jared Leto non fa una bella figura come fotocopia dei My Chemical Romance (ma lo farà apposta? Quante domande ci pone quest’album). Critiche a parte i 30 Seconds To Mars rimangono carichi di energia più della media di ragazzini vent’anni più giovani, la maggior parte delle tracce di This Is War fa venire voglia di gridare, di saltare, di sudare ogni nota. Nei pezzi più personali e meno, ehm, commerciali, il Jared Leto cantautore dà il meglio di sé; sono i pezzi come Night Of The Hunter ed Alibi che rendono l’album apprezzabile per qualcosa di più che pantaloni stretti e occhi blu. Hurricane, in collaborazione con Kayne West è tra queste canzoni, una bella collaborazione attesa dopo la cover di Stronger che il gruppo fece durante una sessione live qualche anno fa. Per il resto l’artista della Louisiana fa appello a quei temi, un tantino triti, che hanno reso celebre la band in tutto il mondo tra il 2005 e il 2007, grazie al pubblico di “ragazzini impressionabili”. Qui si rimane uno di quegli adulti senzienti che riescono a rimanere obbiettivi davanti al mito di Jared Leto profeta e del suo seguito, il leader di un’ipotetica lotta alla conquista di libertà, fraternità, eccetera. Qui si rimane dell’idea che la musica dei 30 Seconds To Mars sia un bellissimo e molto efficace sfogo, musica per sentire emozioni fino al midollo con qualche brivido occasionale per un acuto o una nota di chitarra, con il battito del basso e il rullo della batteria nello stomaco.
Leto è senza dubbio un bravo attore, bravo cantante ed autore, circondato da compagni altrettanto preparati, ma senza dubbio è più bravo ancora con la nozione di marketing. Perciò in conclusione, anche se le melodie sono le stesse (e guardiamo dove sono arrivati gli Oasis) e le parole sono a volte stucchevoli non fa nulla; basta attaccarsi a canzoni come Hurricane, Alibi e la potenza che sprigiona dalle altre. Non è sempre tutto perfetto, ma è meglio così se si ottiene poi un’ora di energia pompata al massimo.
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