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Cass McCombs
Catacombs
2009
Domino
di Eugenio Vicedomini
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Cass McCombs è un trentenne americano originario di Baltimora con alle spalle 4 dischi ed una discreta considerazione tra gli addetti ai lavori. Composto durante la sua lunga tournée in America, “Catacombs” è un album sospeso tra il country e il folk pop con una produzione meno mainstream rispetto al precedente lavoro, "Dropping The Wit". Il sound del disco è (in alcuni momenti) caldo, avvolgente e profondo sia nelle melodie che nella poetica sussurrata dei suoi testi, il cui tono confidenziale sembra più adatto ad essere ascoltato al crepuscolo della sera. Fin qui le note positive. L’album, infatti, avrebbe in se la personalità di impadronirsi sia del cuore che della testa di chi ascolta se non avesse più di un momento di stanca a causa di eccessive lungaggini e cali di tensione. Vi sono troppi brani sopra i cinque minuti per un disco composto da canzoni essenzialmente folk. Non si avvertono cambi di marcia ed il risultato finale è quello di una melassa monocorde che alla fine potrebbe traghettarci dal crepuscolo alla “pennica”. Eppure il disco parte bene con “Dreams Come True Girls”, non a caso, il brano migliore del disco, per poi passare attraverso gli inutili “Prima Donna” e “You Saved My Life”. I Cowboy Junkies rifanno capolino nella tenue “Don’t Vote”, brano che fa da preludio all'intimistica "The Executioner's Song", e ad una dolce ballata acoustic-folk intitolata semplicemente "Harmonia" che per suoni, timbri e vocalità ricorda i Wilco. “You Saved My Life” è un brano folk pop di buona fattura mentre l’incedere di “Lionkiller Got Married” sa troppo di minestra riscaldata a base di “White Rabbit”. I tre brani conclusivi del disco (“Eavesdropping On The Competiton”, “Jonesy Boy”, “One Way To Go”) pur ben confezionati, non spiccano per originalità in quanto sono troppo simili ai brani precedenti con richiami troppo scolastici a Tom Petty, Creedence e Willie Nelson.
Forse sarà stata la iattura del titolo galeotto, ma Catacombs rappresenta un piccolo passo indietro rispetto ai lavori precedenti. Alcuni pregevoli episodi assicurano, in ogni modo, che l’autore ha del talento ed è ancora capace di regalare delicate emozioni che ci fanno ben sperare per il futuro.
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06/12/2009 -
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