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Sono passati quattro anni dall'ultimo album ufficiale di Sufjan Stevens, eppure la sua straordinaria e multiforme creatività è più viva che mai, e lo porta a dedicarsi in questo momento "sabbatico discografico” alla vecchia passione della chamber music e perfino alla cinematografia. Non stupisce parlare di musica da camera rispetto ad uno dei menestrelli moderni di riferimento del folk americano: già nel disco “Illinois” ha dimostrato importanti tendenze alla composizione orchestrale, avvalendosi del contributo artistico del quartetto d'archi Osso. Gli stessi musicisti che hanno realizzato materialmente il riarrangiamento in chiave cameristica ed elettronica del concept album “Enjoy Your Rabbit”, con il titolo “Run Rabbit Run”. E ancora è sempre il quartetto Osso impegnato in un altro recente ed ambizioso progetto orchestrale: “The BQE”, dedicato al Brooklyn-Queens Express, la grande e trafficata roadway di New York City.
La complessa opera artistica gli è stata commissionata dalla Brooklyn Academic of Music, e gira attorno a un film-documento sulla famosa arteria stradale newyorchese, girato in 16mm con una Bolex degli anni '60 dal fotografo Reuben Kleiner e con la collaborazione dello stesso Sufjan Stevens, che si è curato principalmente della composizione della colonna sonora. Il poliedrico lavoro esce ufficialmente a due anni di distanza dalla prima esibizione musicale avvenuta proprio alla Brooklyn Academic of Music, in occasione del Next Wave Festival. L'agglomerato stradale della Brooklyn-Queens Express fu progettato dall'architetto Robert Moses ed è stato mal costruito negli anni tra il 1939 e il 1964 tra numerose controversie sociali , tanto da diventare per la sua significatività urbanistica e sociologica oggetto di ispirazione per Sufjan Stevens. Il progetto multimediale di “The BQE” è molto più di una composizione musicale e cinematografica, e prevede dunque oltre al disco e il film, anche un fumetto comico di 40 pagine e un disco stereoscopico ricostruito come i vecchi Viewmaster 3D. Il booklet, scritto da Sufjan Stevens e disegnato da Stephen Halker, riproduce la storia di tre eroine extraterrestri dalle iniziali significative: Botanica, Quantus, Electress, BQE. Le tre “hooper heroes” usano appunto gli hula-hoop contro Captain Moses e il suo totalitarismo di cemento. Temi come il modernismo, il post-modernismo, la teoria urbanistica della metà del XX secolo, il movimento degli hula-hoop, presenti nel comic book, vengono riproposti nel film con immagini composte da tre differenti screenshot affiancati. Così si ripresentano anche nella soundtrack, che occhieggia alle colonne sonore americane anni '40 e '50. Suoni tonanti ed esuberanti di archi e ottoni, oppure più romantici come le note del pianoforte, ricordano le melodie fatate di Tchaikovsky. Ma la musica da camera classica risulta sempre contaminata da suoni più moderni ed elettronici, evocando gli effetti acustici delle automobili e le situazioni psicologiche procurate dal traffico cittadino (la settima traccia “Movement IV: Traffic Shock”). Per esprimere al meglio l'idea di rappresentazione musicale, Sufjan Stevens si è avvalso di incroci stilistici con artisti conformi al suo minimalismo compositivo, come Autechre, Gershwin, Terry Riley, Charles Ives. Ogni cosa ha un suo signficato, come gli hula-hoop rappresentano la geometria circolare del complesso stradale, così i 7 “Movement” presenti tra le tracce, intermezzati da vari “Interlude”, si riferiscono alle 7 divisioni della Brooklyn-Queens Express. Le visioni futuristiche e le atmosfere surreali ed extraterrestri si concludono con il lento e delicato scorrere dei malinconici tasti del pianoforte in “Postlude: Critical Mass”.
Unendo composizione orchestrale, multimedialità, sperimentalismo e critica sociale, il musicista funambolico del Michigan ha dimostrato davvero di essere un Artista a tutti gli effetti. La musica cameristica di “The BQE” costituisce un'ottima base per le sue future creazioni di songwriter.
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