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Morrissey
Swords
2009
Polydor
di Benedetta Palombi
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Morrissey ha pubblicato quest’autunno una compilation di B-sides estratte dai suoi ultimi tre album: i notevoli “You Are The Quarry” (2004) e “Years Of Refusal” (2009) e il decisamente modesto “Ringleader Of The Tormentors” (2006). L’edizione è molto frizzante nonostante la spaventosa quantità di canzoni e include un’intervista del cantante realizzata per Hot Press, i testi delle canzoni, oltre ad un altro cd che contiene otto brani live registrati a Varsavia nel luglio scorso.
È evidente che "Swords" è un album di “scarti” e quindi non ci aspetteremo di trovare un “Irish Blood” o un “You Have Killed Me”. Ci sono alcuni pezzi come “Don’t Make Fun Of Daddy’s Voice” che suonano più familiari perché habitué dei suoi concerti, e altri come “My Life Is A Succession Of People Saying Goodbye” che rivelano il Morrissey più amato. Non c’è un filo conduttore o un ordine cronologico, nonostante l’intervento del produttore Jerry Finn, non ci sono grandi innovazioni e “Sweetie-Pie” risulta essere il pezzo più sperimentale della raccolta. Momenti di rottura (“Friday Mourning”, “My Dearest Love”, “Because Of My Poor Education”) e altri più oscuri (“Ganglord”) convivono con canzoni che parlano di maltrattamenti (“Children In Pieces”), della disgrazia del Manchester United del 1958 (“Munich Air Disaster 1958”) o illustri stilisti (“Christian Dior”). Tra le altre collaborazioni dell’album c’è quella di Chrissie Hynde come vocalist in “Shame Is The Name” e in “Drive-in Saturday”, cover dall’album di David Bowie Aladdin Sane del 1973. Date le premesse è chiaro che Swords non è stato un successo. Lo stesso Morrissey ha cercato di trovare una spiegazione e in un comunicato ai suoi fans ha dichiarato: ”Sono dispiaciuto che "Swords" sia stato un disastro. Doveva essere proposto come un cd a prezzo scontato, mentre era ovunque il disco con il prezzo più alto. E’ stato distribuito male ed è arrivato alla posizione più bassa che io abbia mai raggiunto in classifica.”
Se a Natale volete farvi un regalo, lasciate perdere questa compilation e optate per uno dei tanti album “riusciti” della lunga carriera del “Moz”. Con e senza Smiths.
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24/12/2009 -
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