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1 Gennaio 2010. Il nuovo decennio si apre con una delle più grandi band dell’ultimo quarto di secolo. Il nome è composto, solo apparentemente difficile alla dizione. BRIAN JONESTOWN MASSACRE. E’ stato già detto e scritto tutto? Probabilmente. Ma noi pensiamo che la storia riprenda clamorosamente la sua folle corsa da questo ideale punto zero, a compimento di venti impareggiabili anni. La storia riprende con l’album definitivo di un genio chiamato Anton Newcombe. Dittatoriale, pazzo, eccessivo, allucinato, glamour, cantante, californiano del cazzo, multistrumentista, prolifico, eroinomane, instabile, padre. Un uomo solo al comando. Il decimo album di studio: ‘Who Killed Sgt. Pepper?’. Ancora un forte richiamo alla psichedelia che proprio lui, negli anni, ha provveduto a rimodellare a sua immagine e somiglianza. Un album già presentato con lo streaming di 13 video, uno per ogni traccia. L’esposizione e la diffusione totale. ‘Who Killed Sgt. Pepper?’ è il CAPOLAVORO ASSOLUTO di un artista più grande del suo stesso ego.
Album dell’anno, ci mancherebbe altro. Immenso. Stordente. Nichilista. Avvolgente nella sua maestosa e clamorosa magniloquenza. La psichedelia viene risolutivamente riscritta forse per l’ultima volta. ‘Who Killed Sgt. Pepper?’ è la summa di una vita condotta fuori strada, fuori giri, fuori anima. I Brian Jonestown Massacre si consegnano alla storia, raccontandola dall’interno. Ascoltare per credere e sentirsi male dallo stupore. Per buttare direttamente in fogna gruppi, gruppuscoli e gruppazzi che si ostinano a infestare i nostri tempi. Disco drogato, proteiforme. Che evoca gli spettri del passato e li invita ad una danza sciamanica da consumarsi in questo presente corrotto e mutevolmente corruttibile. Oltre settanta minuti d’assoluto. Librati nello spazio di nessuno. In attesa di Bologna, 1 Maggio 2010. Dimenticate tutto il resto. Senza voltarvi più. La nuova esistenza.
Non ci saranno altri nomi. Che siano grossi, enormi, altisonanti, importanti, influenti. Non ci saranno altri eventi. Che siano irrinunciabili, improcastinabili, imperidibili. Per chi scrive, ‘Who Killed Sgt. Pepper?’ è - e sarà - il disco del 2010. Che metterà radici sui prossimi lustri a venire. Il nome è composto, solo apparentemente difficile alla dizione. BRIAN JONESTOWN MASSACRE. L’estasi senza redenzione. Un giorno ci rivedremo, forse.
(pubblicato per gentile concessione di Nerds Attack!)
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