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“Sarà Quel Che Sarà” cantava nel 1983 e nel suo caso è stata una sorta di rincorsa dal passato per un catapultarsi nel futuro, col fascino della giusta originalità e della giusta dose di riferimenti stilistici. E’ proprio una “pioggia mistica” quella che ricopre questa nuova veste della ex Tiziana Rivale, che dismessi i panni da brava ragazza stile canzone italiana dell’inizio degli anni ’80, acchiappa prepotentemente quelli internazionali e dance e li fa suoi a tutti gli effetti come se le appartenessero da sempre, d’altronde lei è figlia di quei anni, di quei suoni che qui riscopre e indossa come un bell’abito di altri tempi, mostrandone fascino, caratteristiche e rendendolo attuale. Non facile obbiettivo visto il rigurgito degli anni ‘80 degli ultimi tempi con il quale è inevitabile il confronto dal quale ci sentiamo di dire ne esce a testa alta se non del tutto vincitrice, nonostante qualche graffietto qua e là. Già dal package minimalista e dalla grafica strettamente 80’s, il ritorno di Tiziana Rivale (chiamatela ora solo Rivale, che intuiamo voglia essere letto RIVAL), vuoi per volontà o per puro caso, tiene degnamente fede all’epoca che più di tutte ancora oggi affascina il panorama musicale internazionale, non ispirandosi a quella ma creandola del tutto, in tutto e per tutto, lasciando quindi indietro le novità grafiche (dal punto di vista estetico si poteva fare senza dubbio meglio) e stilistiche, ma immergendosi completamente negli aspetti belli o brutti che siano, ma originali … se 80’s dev’essere, che 80’s sia! Ed eccolo qui il risultato. ”Mystic Rain” è un lavoro prodotto in collaborazione con Luigi Piergiovanni e registrato presso gli YEAH Studios di Roma, di dodici brani totali, tutti rigorosamente in inglese, perfetti, impeccabili per quello che vogliono essere: non canzoni di oggi ma contrariamente, sfacciatamente di ieri! Un inizio con ”Mystic Matters, velata di un’affascinante psichedelia segna il ritorno di Tiziana con delle sinuosità musicali e vocali e il suo stesso porsi molto più sensuali, apre poi il percorso a pezzi più forti come la bellissima ”Ash” che troviamo al secondo posto: con la sua bellissima tastiera che fa da protagonista è sicuramente la traccia più imponente della tracklist che, insieme alla successiva ”Flame” nella seconda parte, sono dei perfetti affreschi della disco music anni 80; passando per i non da meno ”Daily Dream”, “Confusion”, l’affascinante ”Nothing Is Nothing” e ”Lirikesoetnicka”, che mostra ancora una volta la bellissima voce della cantante, o come la impossibile da non citare ”Love Is A Hurricane”, Tutte degne insomma di nomina per l’orecchiabilità della quale questo lavoro è pieno zeppo, per la sinuosità, il fascino, la cura, fino ad arrivare ad un finale diverso: un’immergersi nella sperimentazione di territori forse ancora oggi non del tutto esplorati infatti, è quello che vuole essere invece ”Salma Ya Salama” con le sue tonalità e ritmi arabeggianti. Un risultato ottimo, per un lavoro curato nelle particolarità e assolutamente fedele all’epoca ma impreziosito dalla sfaccettatura attuale che il periodo musicale in oggetto fissa di per se ma anche grazie ad alcune leggere tematiche musicali e testuali. Non facile da realizzare per l’accuratezza dei dettagli e non appartenente per niente alla solo apparente scontatezza.
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