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Fantastica, pregevole, impedibile, non conosciamo altri aggettivi per meglio descrivere questa nuova edizione deluxe su cd doppio di “Free Dirt”, il primo album dei Died Pretty, il gruppo australiano che ha segnato un’epoca per l’intero movimento rock locale.
Il disco è stato pubblicato per la prima volta nel 1986 ed è considerato il miglior album di sempre del Rock targato Australia. La nuova edizione contiene per intero anche i quattro brani di “Next To Nothing” l’e.p. dell’anno precedente che aveva costituito l’esordio discografico della band guidata da Ron Peno e Brett Myers. Ci sono inoltre due raccolte di singoli, una del 1984 e una del 1986, più sei brani registrati dal vivo in diversi concerti dei Died Pretty, a Boston, a Londra e a Melbourne, sempre nel 1986, canzoni fin qui mai pubblicate su cd. Il tutto per un totale di ben ventotto tracce, che racchiudono davvero il meglio della produzione di questa seminale band australiana, il cui album d’esordio venne prodotto da Rob Younger, dei Radio Birdman. L’atteggiamento sul palco e la voce di Ron Peno risentono molto dell’influenza di Jim Morrison dei Doors e di Iggy Pop degli Stooges, ma ci sono anche molti elementi che accostano il gruppo alla produzione dei Velvet Underground e del Rock acido di quegli anni. Ciò nonostante lo stile, il modo di fare musica, i riff partoriti dalla chitarra di Brett Myers erano davvero unici. Passavano dalla psichedelia di “Mirror Blues” ai fraseggi di puro ed intenso rock di “Desperate Hours”, una ballata a dir poco memorabile. La riedizione di “Free Dirt” contiene anche “Out Of The Unknown”, il primo singolo in assoluto della band, e la edizione live di “Final Solution”, una cover dei Pere Ubu.
Forse - sotto il profilo strettamente commerciale - “Free Dirt” non ha raggiunto il successo di altri album dei Died Pretty, ma è di certo il disco che meglio ne rappresenta lo stile, lento ma pesante, melodico ed aspro, della band. Sull’album si respira il senso delle vaste proporzioni degli orizzonti australiani, è musica libera, che guarda lontano, anche se nelle liriche di certe canzoni non manca l’insoddisfazione verso il percorso intrapreso dal mondo in cui viviamo, distrutto dagli uomini, dai suoi stessi abitanti. Rock onesto e sincero, ora sommesso ora gridato forte, roba che non esiste più, che va ricercata attraverso perle da collezione, come questa, per l’appunto...
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