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Dopo una manciata di buoni remix, arriva finalmente al traguardo dell’album d’esordio il progetto dei Neon Indian, band capitanata da Alan Palomo, un ventenne pieno di nostalgia per certe atmosfere Anni Ottanta come i videogames, le musicassette e le sigle di alcuni film di animazione. Lui stesso tende a precisare come la sua generazione sia stata la prima la cui immaginazione sia stata dettata dai videogame: ”da ragazzino erano la mia finestra sulla vita”. Il progetto, inizialmente, non prevedeva una band a tutti gli effetti, ma l’esigenza di riproporre quelle vibrazioni della sua infanzia in una dimensione live ha fatto maturare l’opportunità di essere affiancato da altri musicisti. La scintilla è scoccata quasi per gioco: in un caldo pomeriggio d’estate, Alan Palomo aveva deciso di passare un pomeriggio lisergico in compagnia della sua amica Alicia Scardetta (attuale visual artist della band). Qualcosa però deve essere andato storto e l’appuntamento andò in fumo. A quel punto Alan, ha pensato di scusarsi scrivendo una canzone piena di elettronica lo-fi intitolata “Should Have Taken Acid With You”. Il fatto è che quello che avrebbe voluto essere solamente un gesto carino nei confronti di un’amica, grazie all’incoraggiamento di Alicia, è diventato il primo passo del progetto Neon Indian. In particolare, "Should Have Taken Acid With You", inno lo-fi colmo di beats spaziali e tastiere dream che andrà ad occupare il cuore di "Psychic Chasms".
Gli ingredienti di questa miscela di amarcord consistono in un ripescaggio del synth-pop Anni Ottanta più kitsch e delle pulsazioni primordiali dei videogame e del Commodore 64. Alan rielabora il tutto in modo molto originale, rimodellando, tagliando ed arricchendo questi loop di acido lisergico grazie all'uso massiccio di tastiere, campionature, drum machines ed, infine, al ripescaggio della musicassetta consumata come veicolo musicale vintage per eccellenza. Il risultato finale è una dozzina di canzoni, sospese tra cazzeggio dal sapore surf ed amarcord, prodotte basi lo-fi con una sporcizia sonora molto accentuata, quasi a voler rappresentare questa nebulosità dei ricordi sotto l’effetto dell’acido. Internet ha fatto, poi, il resto con webzine, podcast forum di settore, tam tam underground che hanno scatenato una risonanza tanto diffusa quanto imprevedibile. Da tutto questo ne è nato un vero e proprio filone musicale etichettato dai media (non poteva essere altrimenti!) come “Glo-Fi”. "Psychic Chasms" parte con "(AM)", una breve ed ossessiva intro seguita da "Deadbeat Summer", traccia che rievoca spiagge californiane al crepuscolo della sera. S'alternano psichedelie funk ("Terminally Chill") a soluzioni synth-pop sotto l’effetto di oppiacei come "6669 (I Don't Know If You Know)". Degne di nota, oltre la già citata "Should Have Taken Acid With You", è l'altrettanto onirica "Local Joke".
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