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In questo periodo in cui il progressive e la psichedelia sono tornati in auge proprio non ci si poteva dimenticare di un’altra grande band britannica, che ha vissuto il suo momento di gloria nei seventies. Il disco in questione si chiama “Live Tapes”, loro sono i Barclay James Harvest. Il doppio cd contiene una serie di canzoni storiche, non poteva essere altrimenti, prese da varie serate nel tour in Germania del 1977. Noti al pubblico per le loro digressioni prog, per la ricerca sonora e l’uso esteso del mellotron, i B.J.H. danno prova dal vivo di essere una band completa, di grande sensibilità verso la melodia, profusa in abbondanza in “Rock And Roll Star”. “Poor Man’s Mood Blues” prosegue sulla sua stessa scia, è come se la musica della band sia sempre sul punto di esplodere, trattenuta all’ultimo dalla melodia che controbilancia la parte più irruenta. “Hard Hearted Woman” alza il tiro, velocizzando la sezione ritmica, in una cavalcata di classe ed eleganza estetica. L’unica pecca di questi live, risentendoli oggi, è la tendenza, in alcuni passaggi, all’appiattimento fino alla noia, troppe le band che durante gli show si lasciavano andare a inutili autocelebrazioni, pompose e tronfie. Nel caso delle band prog la percentuale sale, per forza di cose, vertiginosamente. “Medicine Man”, posta alla fine della prima facciata, rialza il livello con undici minuti di puro prog infuocato e straniante, fatto di svisate hard rock, dal rifferama acido e potente, dominato dalla sezione ritmica incalzante. Il secondo procede sulle stesse coordinate del precedente, alternando momenti di “stanca” a sezioni più energiche, “Crazy City”. Le chitarre intarsiano soli nostalgici e melanconici, le tastiere vaporose riempiono gli spazi vuoti. Un classico, con pregi e difetti in evidenza, da ascoltare almeno una volta.
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