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A quasi quattro decadi di distanza dal loro scioglimento ecco riemergere, dalle proprie ceneri e per volontà di Luciano Regoli, la Raccomandata Con Ricevuta Di Ritorno. Regoli fu fra i membri fondatori della band, poi dedicatosi con fortuna alla pittura. Lasciando perdere le ciance possiamo dire che l’apripista, “Il Cambiamento”, ha solide basi su riff muscolari che ricordano da vicino un brano di John Paul Jones e Diamanda Galas, ma le assonanze con i suddetti si fermano qui perché il brano, di quasi sette minuti, è di chiara matrice progressive e di fine grana, con ottimi interventi alla chitarra e buone aperture melodiche. Segue la crimsoniana “Il Vecchio” introdotta da un piano sferzante e dall’inquietante violino. Sin dalle prime note s’intuisce il lavoro che la band ha dedicato alla produzione per stare al passo con i tempi, pur mantenendo però un certo rigore stilistico, molto legato ai seventies. La successiva “Il Fuoco”, doppiata al canto da voce femminile, si dissolve lentamente lasciando il posto a “Eagle Mountain”, che in apertura mostra una solitaria chitarra classica in arpeggio, raggiunta dalla sezione ritmica, dall’ organo minaccioso, e dalle chitarre taglienti, ma melodiche. La sua progressione, quasi psichedelica, lascia sognare pacificamente l’ascoltatore, come fosse immerso in una sostanza schiumosa, risvegliato però dall’infuocata sezione finale di “La Mente”, partita in sordina, con un sax dalle incursioni free-jazz che genera pathos ansiogeno. “Raoul” riporta il rifferama su sentieri roc(k)ciosi, la voce s’impenna alta, rincorsa dai cori femminili, mentre la chitarra solista cesella un bel solo. Il nuovo lavoro di Regoli e soci è omogeneo e ben scritto, cosa che, sinceramente, dopo tanti anni di inattività stupisce davvero. Un grande ritorno.
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