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The Coal Porters
Durango
2010
Prima Records
di Giuseppe Celano
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I Coal Porters sono in cinque (il leader è Sid Griffin, ex Long Ryders, la band dei primi Ottanta tra le fondatrici del cosiddetto movimento Paisley Underground) e suonano dell’ottimo bluegrass/country che scivola via a meraviglia. La musica di “Durango” ti sradica dall’Italia catapultandoti direttamente in quei territori legati a questo genere. Sinceramente non saprei quale canzone consigliarvi, in questo disco ce n’è davvero per tutti i gusti. Tutte le takes sono ben suonate, il songwriting è trascinante e il canto inventa ottime linee melodiche. Quindi vi ritroverete a canticchiare il chorus di “Let’s Say Goodbye (Like We Say Hello)” e di muovere ritmicamente le gambe, mentre le dita battono sul tavolo a cui siete appoggiati, per tenere il ritmo di “One Way Is Too Many”. Banjo, dobro, mandolini e armoniche la fanno da padrone in questo lavoro che ammicca a Elvis, Cash e EmmyLou Harris. “The Squeaky Wheel Gets The Oil” abbassa per un attimo i toni e si riparte sulle note crescenti del banjo su “Pretty Polly”. Poteva mancare una rivisitazione di un classico dei classici di Neil Young? Chiaramente no, e allora ecco una versione, accelerata, di “Like A Hurricane” con violino e voce femminile che doppia quella del singer. Non mancano i momenti più intimi e sognanti, “Permanent Twilight”, molto vicini al menestrello Dylan. “Roadkill Breakdown” è una strumentale da ballare a fiato corto, magari con uno sconosciuta che, sbucato dal nulla, vi trascina in mezzo alla pista. Un ottimo lavoro.
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09/02/2010 -
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