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Giunti alla terza attesa prova, i Los Campesinos! riempiono ora l’amore di noia pur non smettendo, al contempo, di servire i più fascinosi sentimenti albionici. Resta ancora immutata la capacità della band di creare deliziose pop songs dal profilo ingenuo, marcatamente indie sweetheart e ben accordato alle vocalità ‘pastello’ dei bei tempi che furono.
Registrato a Stamford in Connecticut, sotto la guida di John Goodmanson (già con Sleater-Kinney e Wu-Tang Clan), Romance Is Boring è un album indubbiamente gradevole all’ascolto ma che non riesce a concedere nulla in più del solito in termini di freschezza e di originalità. Alcune ciambelle, però, riescono col buco grazie, forse, alla lista degli ospiti d’eccezione che vede i contributi di Jherek Bischoff (Dead Science), Zac Pennington (Parenthetical Girls) e Jamie Stewart (Xiu Xiu). In assenza di verve e, rispetto alla necessità, in eccedenza di cliché piuttosto acerbi e ripetitivi, la salvezza ancora una volta arriva nella melodia e nelle armoniose assonanze da incrocio maschile-femminile. ‘Let’s talk about you for a minute...’ così attaccano i Los Campesinos! andando dritti al cuore delle cose con “In Media Res” che diventa immediato indice di rifrazione testuale dei restanti pezzi: stereotipi sul modello ‘indie pop all night long’ con le più prevedibili narrazioni del caso ‘…with the vomit in your gullet, from a half bottle of vodka in your car’ ecc. ecc. Si prosegue con “There Are Listed Buildings” primo singolo estratto che difficilmente si schioda dal cervello così come anche “Romance Is Boring” che acchiappa con un ritornello di gruppo praticamente impossibile da non cantare. Notevole è il vocalizzo punk piazzato in apertura di “Plan A” e per un attimo i Los Campesinos! paiono cambiare, anche, registro ma si capisce immediatamente che è uno scherzo dato il ritorno all’eguale dall’incalzante refrain in avanti. Concessione a certo danzereccio pop-rock britannico è “Straight In At 101” e già vediamo tutti in pista muniti di slogan a cantarne i fasti ‘...I think we need most post-coital and less post-rock’. Sul finale arrivano due buone prove, prevedibilmente posizionate in fondo alla lista vista la melliflua lentezza (e bellezza) rispetto a quanto precede: “The Sea Is A Good Place To Think About The Future” avanza con un'ottima sezione armonica e “A Burn Scar In The Shape Of The Sooner State” sfiora addirittura l’indietronica. Conclusione a parte è, però, impossibile dimenticare le restanti tredici tracce che si appiccicano in testa senza nessun tipo di differenza. Questa potrà anche essere la loro maledetta potenza ma il gioco è bello perché dura poco e tanto per rimanere in tema di frasi fatte, lo stesso gioco delle volte può manifestare pericolosamente un ambiguo doppio.
Romance Is Boring accende e conferma, cioè, la difficoltà di distinguere oramai all’interno di una discografia che si è fatta tutta uguale. Sul sito ufficiale i Los Campesinos! descrivono con amabili parole il loro terzo lavoro: “It is a record about the death and decay of the human body, sex, lost love, mental breakdown, football and, ultimately, that there probably isn't a light at the end of the tunnel”. Ma se anche distesi su di un elegante tappeto colorato non riuscite ancora ad ingoiare bene lo scanzonato decadimento del corpo, la vitalità dell’amor perduto o la vigoria dell’esaurimento nervoso, una volta terminato il tunnel dei quindici pezzi non vi sarà semplice recuperare la luce irradiante di tali significati. Alla faccia dei vent’anni, del panico e di quel ‘says nothing to me about my life’ di smithsiana memoria!
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