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The Dark Shines
Last Chance
2010
Hurricane Shiva
di Maria Francesca Palermo
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Arriva spedito bello tosto il debutto discografico dei Dark Shines quartetto bergamasco che immergendosi nelle atmosfere più profonde del rock ci riporta indietro nel tempo almeno di una decina di anni. Sulla linea di un ritorno al grunge-rock la formazione si appoggia principalmente sulle trovate e sul timbro vocale di Rosaria Cirfiera che firma i testi di questo primo lavoro dando oltretutto prova di una buona scrittura. La loro è una ricetta semplice: strofe e ritornelli sono, nel loro genere, abbastanza prevedibili che tradotto significa aver fatto proprio tutto ciò che il rock anni novanta ha svenduto alla massa come popular grunge.
Sebbene l’album in esame si presenti un po’ approssimativo, alcuni pezzi scorrono via veloci e immediati, vuoi forse per la buona propensione al ritornello o anche per un certo gusto di provincia che coinvolge per genuinità. Le dieci tracce fluttuano fra la distensione della noia territoriale pienamente manifestata in City e la frenesia della solita anima ribelle di Give Me Back My Soul dove pare di ascoltare una Anouk che appena può si ‘blondiezza’ più delicata e volutamente easy. Buone sono le chitarre slabbrate di Welcome To My Life che s’insinuano un po’ alla volta rendendo il pezzo tra i migliori dell’album. Arrivano poi i cambiamenti di scenario: si scende dai rocciosi excursus heavy di Haunting verso i più pianeggianti tempi di Cries Cries. La conclusione è affidata a RedRum freccia che vorrebbe essere rapida ed avvelenata (due minuti e quarantotto secondi è il record di brevità in confronto ai quattro minuti di media) ma che risulta sparata, a dire il vero, molto a vuoto: è un girovagare fra il classico immaginario sacrale del rock veloce e un cantato totalmente monotono. A distanza di tre minuti dalla fine parte la traccia nascosta che dona ai Dark Shines una seconda giovinezza. Ora si canta in italiano e ci si abbandona al pop melodico di una chitarra classica che ripete un riff minimo alzando il registro poco per volta. Roba da fare invidia a Dolcenera o a Syria.
Promossi con debito. Il problema di molti gruppi del genere è l’approccio didascalico e passatista: due colpetti di chitarrine, un po’ di psichedelia, qualche riff hard rock e il gioco è finito. Ora, la certezza per i Dark Shines è la scrittura e la voce di Rosaria Cirfiara. Questa ragazza ha davvero grinta da vendere e riesce bene a passarci alti e a rimbalzo dei colpi emotivamente coinvolgenti. Ma la restanti parti del composit sono davvero fin troppo prevedibili proprio perché non ci sono idee nuove a sostegno del tutto più che delle sue singole parti.
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22/02/2010 -
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