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L’ottima e sempre attenta Moonjune Records, specializzata nella ricerca di nuove sonorità legate alle contaminazioni fra rock, jazz ed elementi progressive, presenta i Moraine. Le vie percorse da “Manifest DeNsity”, loro debutto, sono legate alla contaminazione fra generi. Gli stacchi crimsoniani, sin dalla prime battute, di “Ephoebus Amoebus” stabiliscono qual è il percorso scelto dai ragazzi. Archi dissonanti, rallentamenti e accelerazioni brucianti costringono l’orecchio a rimanere sempre incollato su questi giochi, fatti d’incastri complicati e ritmiche sghembe. Poi i toni si smorzano e in “Nacho Sunset” si danza magicamente su note soffici, cesellate dalle chitarre alla Pat Metheny. I cinque “agenti” contaminanti, che dettano le regole del gioco, usano tutto il bagaglio culturale, in loro possesso, scomodando vecchi mostri sacri del genere. Gli archi dell’opener infatti ricordano i primi High Tide di “Sea Shanties”. Il complicato e divertente mix che ne sgorga non lascia spazio a dubbi: la band corre veloce sul filo del rasoio, dosa e costruisce, matematicamente, le strutture dei brani, citando, fra gli altri, i Mahavisnu Orchestra di John Maclaughin. Un jazz moderno che lambisce il rock, sfiorando per un attimo il bebop, per poi (s)fuggire ancora su altri lidi. Immaginate un film fatto continui flashback, sparati da un mitragliatore a folle velocità, e potrete avere una vaga idea di cosa questa band, creata sul fiero ed elegante stile chitarristico di Dennis Rea, è capace. Musica afflitta dalla necessità di cambiare, di variare gli schemi, di superare le colonne d’Ercole che separano i generi, creando un affresco dai colori intensi, “Manifest DeNsity”.
Tracklist: 01. Save The Yuppie Breeding Grounds 02. Ephebus Amoebus 03. Nacho Sunset 04. $9 Pay-Per-View Lifetime TV Movie 05. Manifest Density 06. Uncle Tang's Cabinet Of Dr. Caligari 07. Disillusioned Avatar 08. Kuru 09. Revenge Grandmother 10. Staggerin' 11. Middlebräu
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