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Con All Hour Cymbals del 2007 si erano rivelati come una come una delle migliori psychedelic pop band della scena newyorkese. A circa tre anni di distanza dal loro disco d’esordio, tornano gli Yeasayer con Odd Blood. La band di Brooklyn è nata in piena scena alternative-pop in compagnia di gente come MGMT e Vampire Weekend, avente come fratelli maggiori i TV On The Radio e gli Animal Collective. Si tratta di un trio composto da Anand Wilder (chitarra), Chris Keating (pianoforte e voce) e Ira Wolf Tuton (basso). Odd Blood è il fatidico secondo album, quello che decide una volta per tutte se un convincente album d’esordio sia stato un fuoco di paglia o meno.
Il disco mantiene una coerenza ideologica con il lavoro precedente per quanto riguarda la voglia di contaminazione, con la differenza che, stavolta, si pone l’accento maggiormente sulla componente elettronica di matrice Anni Ottanta. Questa ricerca retrò, però, non si limita ad una mediocre sovrapposizione di synth né, d’altra parte, vuole ottenere quei livelli di retrospezione colta raggiunto da tutto il filone glo-fi. Odd Blood recupera l’attitudine “funny” degli Anni ’80 con frenetiche rincorse tra melodia e ritmo. Ascoltando il disco, la prima sensazione che si può notare è l’assenza di similitudine musicale tra le diverse tracce. Ogni brano vive di luce propria. Questa è sicuramente la vera forza dei Yeasayer (ovvero propensione continua verso la sperimentazione) ed è l’obiettivo dichiarato dallo stesso Chris Keating: ”Volevo un album che potesse dare l’impressione di muoversi avanti e indietro nella playlist di un iPod, con canzoni di gruppi differenti. Ma allo stesso tempo doveva essere, ovviamente, il nostro album.” Le 10 tracce di Odd Blood riflettono una certa volontà di divertire recuperando ed innovando. Proprio come Quentin Tarantino si è guadagnato fama e riconoscimento manipolando, distruggendo e ricostruendo i b-movie degli Anni '70, così gli Yeasayer adottano lo stesso modus operandi rivitalizzando certe sonorità pop-kitsch Anni ’80, rielaborandole, infine, in un modo inedito e bizzarro ed offrendo al pubblico un nuovo vintage dalle tinte decisamente cool.
Il pezzo d’apertura del disco è The Children. Al primo ascolto sembra un po’ inquietante, ma, dopo averlo assaporato meglio, vi piacerà sicuramente. Rievoca molto Kid A dei Radiohead. Il brano successivo, Ambling Alp, è il primo singolo tratto da Odd Blood: una straordinaria cavalcata condotta da variopinte percussioni elettroniche ricche di quei richiami tribali che avevano caratterizzato la produzione precedente del quartetto newyorkese. Come secondo singolo è stata scelto One, un pezzo davvero interessante, in linea con il suono degli Animal Collective, che invoglia ad alzarsi ed a ballare a tempo di musica. Love Me Girl e I Remember sono sicuramente le tracce che, più di tutte, riassumono la vena creativa di questo imprevedibile gruppo. I brani più futuristici, dall’incedere davvero trascinante, sono Rome e Mondegreen. Chiude il disco Grizelda, un sentito tributo alla musica dei TV On The Radio.
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