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Thom Yorke - Unmade
UNMADE è la quinta e ultima canzone ad essere svelata dal nuovo album di THOM YORKE 'Suspiria (Music for the Luca Guadagnino Film)', in uscita oggi 26 ottobre su XL Recordings. 'Suspiria' è una raccolta di 25 composizioni originali scritte da Thom Yorke per la rivisitazione di Luca Guadagnino del film horror del 1977 diretto da Dario Argento. L’album è un mix di partitura strumentale, brani interstiziali, interludi e canzoni con strutture più tradizionali come “Suspirium”, il primo singolo il cui tema ricorre in tutto il film. La composizione della colonna sonora di un film horror ha presentato a Thom nuove sfide e opportunità, e 'Suspiria' si distingue dagli altri suoi lavori. Ci sono ballate piano e voce, pezzi in stile Krautrock con synth modulari ispirati dall’ambientazione del film nella Berlino del 1977, stratificazioni vocali e melodie che incutono terrore. Desiderio e malinconia si combinano per creare un incantesimo musicale caotico ma coeso. 'Suspiria' è stato scritto e arrangiato da Thom Yorke, registrato e prodotto da Thom e Sam Petts-Davies. Hanno partecipato alla realizzazione dell’album anche la London Contemporary Orchestra and Choir, Noah Yorke alla batteria in ‘Volk’ e ‘Has Ended’, e Pasha Mansurov al flauto solista in ‘Suspirium’. 'Suspiria (Music for the Luca Guadagnino Film)' è disponibile in doppio vinile rosa, doppio CD e digitale.
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Satori Junk - Blood Red Shrine
'The Golden Dwarf' è il secondo disco dei SATORI JUNK. Oggi a distanza di sei mesi dalla prima uscita in Cd, questo nuovo capitolo viene stampato dalla Spin on Black in doppio vinile, 180 gr, gatefold, 300 copie numerate. Di stanza a Milano (Italia), con data di nascita intorno al 2012, i Satori Junk sfornano un progetto capace di fondere heavy fuzzy riff con strutture robuste e influenze classiche di matrice seventies, unendo al tutto una potente saturazione mista alla ricchezza dei sintetizzatori. Il risultato è un muro di suono massiccio e devastante che si avvinghia alle atmosfere space rock per un viaggio introspettivo facilitato da psicotrope svisate psichedeliche. Con questa uscita, la band prende spunto dai tardi sixties per arrivare ai giorni nostri attraverso sette mazzate cosmiche. Nel tentativo d’irretire l’ascoltatore nel loro distorto e rabbioso mondo i nostri fondono testi spesso ispirati da tetri incubi e film dell’orrore. La struttura blues dell’opener All Gods Die racchiude in sé praticamente due terzi del loro polveroso mondo, fatto di larsen, distorsione ferina e improvvisi mutamenti del mood che non lasciano intravedere l’arrivo della tempesta. Sembrano quasi quieti ma nascondono artigli doom in emersione nella suite Cosmic Prison, dieci minuti di rifferama plumbeo e voci sepolte nel missaggio per una lenta cavalcata capace di levarvi di dosso tre strati d'epidermide già morta. Rincarano la dose con la deflagrante potenza di Blood Red Shrine che anticipa un bel viaggio spazio/tempo attraverso Death Dog, 15 minuti di esplorazione interstellare fra venti cosmici rilasciati dalle tastiere, trascinanti forze orbitali esercitate dall’andamento roteante della sezione ritmica mentre le chitarre corrosive penetrano le ultime resistenze. Pigiando play, qualunque sia la modalità con cui se ne usufruisce una cosa resta ben chiara, non esiste biglietto di ritorno per questa dipartita, a meno che subito dopo non si abbia ancora un alito vitale e abbastanza curiosità per affrontare l’opener The Golden Dwarf, dal piglio motorheadiano, che vi porterà inesorabilmente alla chicca di questo vinile. Una versione inaspettata e imprevedibile nella forma lynchiana di Light My Fire dei Doors, sfigurata da rasoiate di doom, effetti ghost delle tastiere e chitarre e wah-wah addicted che si arroga la funzione di perfetto sigillo per questa full immersion nella psichedelia corrotta da elementi contamina(n)ti e scorie radioattive erogate dal loro instancabile propulsore siderale.
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Ekat Bork - ZHIVAGO
L'eclettica artista siberiana EKAT BORK, reduce da un lungo tour solista in Europa e India, presenta “ZHIVAGO”, secondo video-single estratto dal suo nuovo EP “KONTROL” in uscita a metà ottobre. Ekat Bork, la cantautrice siberiana, dallo scorso novembre ha lavorato a Reykjavik con il suo storico produttore Francesco Fabris per dare alla luce il suo nuovo EP KONTROL. Dopo i 2 album Veramellious e YASDYES, KONTROL uscirà il 12 ottobre per la label GinkhoBox. Quattro canzoni dalle vaste atmosfere elettroniche animate da ritmi stimolanti. È bello, intenso e desolato. Due brani scelti come singoli, avvolti in video provocatori. Dopo la title-track, uscita il 17 maggio con il suo video allarmante, che esprime la frustrazione di Ekat per la pervasiva sorveglianza della società nel cosiddetto "libero West", il 21 settembre è la volta di ZHIVAGO, che l'artista racconta così: "All'inizio ho pensato a qualcos'altro. Immaginavo un video che descrivesse il testo della musica raccontando del grande fiume Amur e della tigre siberiana. Ma poi durante il montaggio, a volte mi succede, ho iniziato a giocare e a lasciarmi andare dando sfogo all'immaginazione, ho esagerato e così è nata l'idea del videogioco. Devo dire che si sposa perfettamente con la musica. Yes! Mi sono molto divertita." Nessuno dei due video è per i deboli di cuore. Nulla della musica di Ekat è superficiale o sicuro.
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Management - Kate Moss
Dopo l’ultimo album “Un Incubo Stupendo” (La Tempesta, 2017) gli abruzzesi MANAGEMENT (ex Management del Dolore Post Operatorio) inaugurano una nuova fase 2.0 con un taglio al nome e un nuovo singolo prodotto da Antonio Filippelli, più elettronico rispetto alle canzoni precedenti. Il video della nuova canzone KATE MOSS ha uno stile anglosassone: un vero quadro in movimento prodotto da Basement e diretto da Giulia Achenza, regista di fashion film e pubblicità di moda. Un ambiente asettico in cui due donne dai canoni estetici diversissimi - alla ricerca della tanto agognata perfezione fisica - si muovono con gesti onirici e surreali intorno a Luca Romagnoli e Marco Di Nardo, indifferenti e disinteressati a tanti sforzi. L'immagine di copertina del singolo ritrae un fotoritocco del volto di Kate Moss, musa ispiratrice e icona per eccellenza della moda, per l'occasione photoshoppata all’inverosimile fino a diventare una figura mostruosa e surreale. Sono gli effetti della manipolazione nella società dell’immagine e dell’esasperazione estetica. Un'epoca social-dipendente, dove il maggior numero di followers detta legge e “un bel culo può avere più seguaci di Confucio” o “dove non sempre è bello ciò che bello, ma molto spesso è bello solo quello che è bellissimo”. Sul perché del nome abbreviato la band risponde: "E’ una scelta di “Management”, siamo sempre stati contraddittori e incoerenti. Questa è la nostra forma di coerenza. Quando sei incoerente SEMPRE, diventi coerente". Il singolo anticipa l'uscita del nuovo album prevista per il 2019.
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Donny McCaslin - The Opener ft. Sun Kil Moon (Official Video)
Tra le poche cose che abbia davvero senso ascoltare nel 2018: Donny McCaslin della "Blackstar Band" e Mark Kozelek (Red House Painters, Sun Kil Moon) insieme nello stesso pezzo. THE OPENER è tratto da 'Blow', il nuovo album del jazzista d'avanguardia Donny McCaslin che sarà disponibile a partire dal 5 ottobre.
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Stick in a Five & Go
Gli Sleaford Mods annunciano il loro nuovo EP omonimo Sleaford Mods, in uscita il 14 settembre su Rough Trade Records. L’EP sarà disponbile su 12’, CD e in digitale. Si tratta del primo lavoro dopo l’album dell’anno scorso “English Tapas”. L’ep è stato registrato nella primavera di quest’anno a Nottingham ed è composto da cinque brani, tra cui il singolo “Stick in a Five & Go.” A proposito del brano, Jason Williamson racconta: “I singoli sono sempre pieni di violenza
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